Valeria Caputo: il video de “La Mia Città Che Sull’Acqua Brucia”

Il disco della tarantina ma residente a Forlì Valeria Caputo è intenso e richiede attenzione, per aprirsi e darci moltissimo. Difficile pensarlo altrove che su Ribéss Records, che molto spesso in passato ci ha deliziato con album tra le scatole cinesi e l’estasi (penso soltanto a Numen di Pieralberto Valli). Ne riparleremo, a fondo, mentre oggi andiamo al mare, in quell’acqua che riempie ed è percentuale importante della nostra persona, acqua che contiene e che termina vite. Lo facciamo per il video de “La Mia Città Che Sull’Acqua Brucia”, diretto da Valeria medesima, con le riprese di Greta Balbo e di Giovanni LaSalsa Germinario. Il brano, visione intima e personale giocata sulla polisemia del concetto di sterilità, è uno sciabordio fra spiaggia, salsedine, acqua e spostamenti limitrofi. Tutto è movimento e riflessione. Le domande non sembrano essere rimpianti ma dubbi lanciati al vento, spunti per liberarsi da un corpo in cui ci si incatena, tizzoni di una città che brucia, di un corpo che brucia e che sparge parti di sé.

Alla vista del video ed all’ascolto della canzone il responso di mia figlia è stato: “L’hanno imbrogliata perché non c’è nessuno con lei?”, forse cogliendo uno dei punti in esame. La curiosità per Habitat, disco in uscita il 20 ottobre, è enorme. Iniziamo ad entrare nello sciabordio e nel ritmo di Caputo, sapendo che toccherà immergersi completamente in questo mare.