LUCA GIUOCO, Tessitore Di Cenere

Luca Giuoco è una persona acuta e intelligente: sul suo blog scrive, fa rete, crea, coltiva. Ha poi coinvolto i propri contatti, soprattutto italiani, soprattutto sul versante più buio della musica, in lavori più o meno collettivi, orditi da lui stesso. In questo caso a prestarsi sono stati alcuni dei nomi più interessanti in circolazione da noi, per raccontare la storia di un uomo della nostra epoca convinto però di essere una delle vittime della bomba di Hiroshima. Ma la musica, chiederete a questo punto? La musica rimane oscura, elegante e leggiadra, ornata delle mille sfumature degli ospiti, dalle loro voci e dai loro rintocchi, anche se è Luca a costruire un percorso, un dialogo onirico come quello che seguiamo in questo caso. Un dialogo che non può essere che potente e tragico, fra le mosse di una musica contemporanea e oscura, che assorbe il dolore facendone catarsi e sputandolo in rivoli scuri e densi. Dopo qualche passaggio per arie più pulite e angeliche “Il Vuoto Nella Città Nera” ci scaraventa nella paura, come se la morte ci guardasse negli occhi. L’utilizzo degli archi e dei tappeti sonori è sempre gestito con grande maestria e senso della misura, ci si sposta in quell’acqua bassa e torbida che collega certo folk noir a materie e concetti più “industriali”. Le voci sono squittii, lamenti e urla in “Dove Andrei”, prima di trasformarsi nel canto di sirene. Nella traccia che titola il disco, “Tessitore Di Cenere”, è invece (immagino) Samuele Innocenti a spaventarci col suo tono grave nel punto di rottura del brano, ma è solo un momento, che nella conclusiva “Crepuscolo” quel che sentiamo è forse solo l’ombra di una musica scomparsa da anni.

Tessitore Di Cenere è un disco che riesce ad evocare senza appesantire troppo, non sfigurando di fronte all’altra opera a me conosciuta che si sia mai chinata con questi strumenti sul tema, la Trenodia per le vittime di Hiroshima di Krzysztof Penderecki. Luca Giuoco sceglie infatti una via più spirituale rispetto alla vera e propria diatriba che vedeva il compositore polacco decidere di agire tra pugni e carezze con le strumentazioni a sua disposizione. Una via più aerea, elegante e toccante al medesimo tempo.

Tracklist

01. Desist
02. La vergine di Hiroshima
03. Dies Irae Nagasaki piccolo requiem di Urakami
04. Stay Asleep inside her womb
05. Il vuoto nella città nera melt to the bone
06. I miei occhi ciechi
07. Dove andremo gli occhi non serviranno
08. Tessitore di cenere
09. Crepusco ultimo