KAMIXLO, Cicatriz

Camilo Alejandro Padilla in arte Kamixlo (la X è muta, volendo parafrasare un ormai spompato Tarantino) è un producer londinese di origine cilena, cofondatore di Club Bala, pagina Soundcloud evolutasi in etichetta e serata musicale. Cicatriz costituisce il compendio di quanto da lui fatto finora e testimonia un forte legame con le sue origini, una chiara passione per il wrestling e malcelati riferimenti pop. In questo suo primo lp, pubblicato da PAN, decostruisce (ma non più di tanto) la club music contaminandola con umori industrial, dembow e reggaeton, in maniera per molti versi più interessante e sicuramente meno pettinata rispetto all’ipercelebrato Dj Python, un altro che nel 2020 ha puntato tutto sulle ritmiche latine. Le voci straziate, pesantemente processate, vanno a comporre un brodo di coltura da cui emergono le percussioni, il suono delle pelli e, ancor più, quello della lamiera e del metallo fusi con la gomma di una cassa techno, il tutto sviluppato con un piglio divertito e mai serioso. Fra le collaborazioni del disco troviamo Felix Lee – sodale di vecchia data nonché coproduttore di Demon City di Elysia Crampton – e Woesum, già produttore della stella svedese del rap Yung Lean. Assieme a Kelman Duran e al già citato Dj Python, Kamixlo si inserisce in quel filone che mischia ritmi latini e conceptronica, probabilmente indigesto agli amanti dell’hi tech della prima ora ma che costituisce già da un po’ un trend, seguito negli ultimi lavori anche da nomi più grossi quali Arca e Amnesia Scanner.