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Trent’anni di Suomi Finland Perkele

Suomi Finland Perkele è indubbiamente uno degli album che mi hanno avvicinato al black metal. Irriverente alla maniera finlandese, riesce a suonare scanzonato pur essendo estremo e decisamente controverso a causa di alcuni riferimenti nei testi. Mika Luttinen e soci erano reduci da Tol Cormpt Norz Norz Norz… e Ugra-Karma, album seminali. Il 16 ottobre di trent’anni fa, con l’uscita di Suomi Finland Perkele, si consolidò il ruolo come songwriter del batterista Kimmo Luttinen, fratello del frontman: un cambiamento non indifferente che, nel bene e nel male, ebbe un peso determinante per lo status della band.

L’album contiene molti elementi punk-hardcore non solo da un punto di vista strettamente musicale, poiché trasuda rabbia e strafottenza quasi adolescenziali. Sono tutti giovincelli, in questo momento. Taneli Jarva, riportato come “The Fuck you-man” nei credits, ha appena 19 anni. Le sue linee di basso sono e rimarranno iconiche: due su tutte, “Blood Is Thicker Than Water” e “The Oath Of The Goat”. Ha registrato l’album con un ESP cinque corde con pickup attivi. La batteria si scaricava di continuo e preferiva usare i soldi per comprare la birra, dichiara. Comprensibile e legittimo: la vita è fatta di priorità. Dice ancora oggi di odiare quel basso, ma da quello strumento ha tirato fuori un suono assolutamente unico. Jarva lascerà la band – così come lascerà i Sentenced, dei quali era anche il cantante – un paio di anni dopo, e nulla sarà più come prima.

Suomi Finland Perkele tratta temi scottanti che, soprattutto fuori dai confini nazionali, possono essere fraintesi e strumentalizzati, ma basterebbe studiare un po’ di storia locale per comprendere e contestualizzare a dovere. Il titolo e lo stemma nazionale sulla copertina parlano da soli, incarnando ed esibendo con sfacciato orgoglio alcuni tratti culturali del paese. “Total War/Winter War” è a tutti gli effetti un manifesto, in cui Luttinen e soci non lasciano nulla all’immaginazione e che, a mio avviso, dà un’idea veritiera del sentire collettivo in terra finnica rispetto ad alcuni eventi storici che non hanno mai smesso di smuovere gli animi e le coscienze.

Questo album è fuori dagli schemi, anche rispetto alle uscite black metal di quegli anni, e tutt’oggi suona fresco, coraggioso e, a suo modo, rivoluzionario. Sporco, cattivo e arrogante, sì, ma con una raffinatezza nei particolari, magari scaturita da proverbiale casualità (userei un termine più volgare, ma sono pur sempre una signora), che lo rende unico nel suo genere, basta pensare, per esempio, all’uso inaspettato dei synth su “Quasb/The Burning”. Una misantropia furiosa è il filo conduttore, come esposto magistralmente in “Kuolema Kaikille (Paitsi Meille)”, il cui titolo si traduce grossomodo come “Morte a tutti (eccetto a noi)”. Il testo potrebbe far storcere il naso ai difensori del politicamente corretto, ma d’altronde il black metal era questo: odio allo stato puro.

Mentre mi chiedo se ci potranno ancora essere album così estremi, nella forma e nel contenuto, invito chi legge a rispolverare questo gioiello. La nostalgia è una brutta bestia. Tanto vale affiancarla a “bestie” altrettanto temibili.


Nota bene: l’embed da Bandcamp è quello dell’unica edizione del disco disponibile anche in streaming. Quest’edizione include il successivo ep Motörpenis. La tracklist ascoltabile qui sotto, però, è proprio e solo quella di Suomi Finland Perkele.