Concludendo… Tim Holehouse!

Dopo un percorso lungo un anno di chiacchiere, ascolti regolari e visione delle sue performance da remoto è finalmente giunto per The New Noise il momento di tirare le fila di questo 2023 insieme a Tim Holehouse, giusto al termine del suo (ennesimo) tour americano. Dopo aver ascoltato “Conclusion”, il brano che va a chiudere Year, lo abbiamo raggiunto in forma scritta, sperando di poterlo incontrare al più presto dal vivo nelle sue prossime esibizioni. Ricordiamo, per chi si fosse trovato per la prima volta con questa serie di articoli a contatto con lui, che la sua discografia si aggira intorno alla ventina di album, split e progetti vari, quindi potreste prendervela comoda, per un approfondimento che potrebbe portarvi direttamente in primavera.

Conclusion

Another year is over
And the seasons keep on changing
Again and again
The Autumn into winter
And it’s getting cold
All the leaves are gone now
And I feel so old
But when you fall i will be there
To pick you up, put you right
Guide you see you through
Cause I will be there for you!

Coerentemente, l’ultimo brano del disco di Tim Holehouse si intitola “Conclusion”. È il termine, il tirare le somme, voce calda ed arrangiamenti di archi tutti intorno. È un’altra canzone dove si afferma la propria presenza, anche nei momenti più bui, quello dove basta una spalla sulla quale piangere oppure un abbraccio. Sarò lì per te, I will be there for you, si ripete ed il senso di quest’anno forse è proprio questo, esserci e continuare a provarci. La chiusura è un frastuono, forse l’entusiasmo di una persona, di un disco, di un affetto regalato.

Ciao Tim, come stai? Com’è andato questo 2023? Ho visto del tuo tour americano e sembra tu non ti sia fermato un solo istante… quante date avete organizzato a questo giro? Potresti presentarci la band che ti accompagna attualmente?

Tim Holehouse: Un po’ frastornato in effetti, ma tutto bene! Sì, è stato un anno pazzo, credo di aver fatto tre giorni di pausa fra la fine del tour europeo e l’inizio di quello statunitense. Oltre oceano abbiamo fatto 27 show, una sessione video e una sessione di registrazione in 32 giorni! Ora fortunatamente abbiamo una settimana di pausa prima di rientrare attivamente nel tour inglese. Sempre impegnatissimi! Abbiamo lavorato con diverse formazioni. Per l’album Year ero accompagnato dal produttore Tim Van Doorn, per suonare la batteria si è prestato Pete Wright (dai Millie Manders And The Shut Up ed ex Ducking Punches), mentre J Francis Harvey ha preso il basso (è anche presente nella mia formazione abituale dal vivo, gli Escape Ghosts). Ogni volta nella quale siamo riusciti ad averlo con noi, ovviamente, eravamo molto felici di suonare con Kieran O’Malley al violino.

Quindi, per suonare dal vivo il disco la formazione degli Escape Ghosts è stata:

J Francis Harvey – basso e voce

Megan Linford – chitarra solista e voce

Jim Rhesus – chitarra e voce

Howard Lane – batteria

Kieran O’ Malley – violino

Negli Stati Uniti ho avuto al mio fianco una band chiamata Plastic Flamingos, che ha imparato i miei brani per suonare al Festival di Gainesville con me. Ho collaborato anche con una band tedesca, i Gavial: stiamo lavorando ad un disco congiunto. Oltre a queste occasioni abbiamo anche fondato una band chiamata The Howling Ghosts per suonare un repertorio legato al blues ed al doom.

Year è quasi pronto per essere pubblicato. Guardandoti indietro sei soddisfatto di come questo lungo periodo promozionale sia andato, con l’ascolto singolare delle tracce lungo tutto l’anno?

Beh, ho sempre pensato che questa parte si sarebbe potuta gestire molto meglio in tutta onestà, ma ho molto apprezzato il vostro seguito mensile per i singoli e l’attenzione che è stata data tutti i brani.

L’album uscirà nei tre classici formati, LP, CD, MC. Hai già pianificato il 2024? Partirai subito suonando oppure vi prenderete qualche mese di calma?

No, questi due anni, 2023 e 2024 sono un filotto continuo. Sono appena tornato dagli Stati Uniti, ora subito un tour in Inghilterra, quindi in studio per il prossimo disco e al 26 dicembre partirò di nuovo per andare Oltreoceano. Tour in Canada e sulla West Coast, poi un tour promozionale per Year.

Vabbè, una macchina! Ti ho incontrato per la prima volta anni fa quando la tua presenza alle mie latitudini era garantita dal continuo lavoro con Risonanza Records, con la quale producesti uno split con Gipsy Rufina nel 2011 e Fighter nel 2013. Ebbi anche il piacere di averti all’interno di un mio festival insieme a Remote Control, Belzebù Katmandù ed Icydawn con il tuo progetto psichedelico dei tempi, TCH. Al momento, oltre agli Howling Ghosts citati prima, hai altri progetti in ballo o ti stai dedicando a quanto scritto a tuo nome (che, ho notato, comincia a mostrare influenze rock notevoli)?

Ho smesso nell’ultimo periodo di avere troppi progetti laterali per potermi esprimere come Tim Holehouse a tutto tondo. Ho smesso di esibirmi come Raeppen (trovate un disco, Vuovdi/Valkhof, sul Bandcamp dell’olandese Barreuh Records) recentemente, così al momento è più una fase nella quale concentro in materiale a mio nome i diversi elementi delle idee che mi stimolano. Questo è probabilmente il disco più lineare che abbia mai inciso nella mia carriera. Quest’anno ho pubblicato anche il più bizzarro Zen, che posso probabilmente descrivere come glitch grind. In futuro i miei dischi saranno più variegati, ne ho in programma sei attualmente, oltre a un libro. Il periodo del lockdown ha letteralmente scatenato la mia creatività!

Stai collaborando con Aaahh!! Real Records (che conosco pochissimo), da Cambridge, da circa dieci anni. Ti andrebbe di presentarci il lavoro di quest’etichetta e dirci quali altri artisti consigli su quel catalogo?

Incontrai Ian di Aaahh!! Real Records credo nel 2011 e firmai con loro l’anno seguente, per poi produrre come primo disco Fighter (co-prodotto, come citavi prima, da Risonanza Records e da Dislocation Deity Records). Pur non essendo una grossa etichetta, amo il suo supporto, che è continuato a lungo nel tempo. Abbiamo anche collaborato con TPOS (etichetta storica del Connecticut, attiva dal 1984) negli Stati Uniti e con Pink Lemonade in Canada. Al momento stiamo indagando per trovare un’etichetta europea, visto chd è sempre terribile sentire storie di ascoltatori costretti a pagare cifre allucinanti di spese postali, quindi cerchiamo di ovviare così!

Per quanto riguarda i miei consigli, invece, tra gli artisti di Aaahhh!! Real Records ti faccio i nomi di Naomi Randall, Frank Fiott ed Harrison Rimmer, per citartene soltanto tre.

Da dove arrivi Tim? Le informazioni in mio possesso ti fanno londinese, di Bromley, è corretto? Con che tipo di musica sei cresciuto e quando hai iniziato a suonare?

Informazioni corrette! Vivo a Bromley (dove è cresciuto anche David Bowie), nella suburbia londinese ora, anche se sono cresciuto a Portsmouth, città portuale a sud. Musicalmente negli anni della mia crescita era il momento del grunge (che si è probabilmente espresso all’interno di Year). Ma già in tenera età ho iniziato ad esplorare ogni sorta di genere musicale e se ripenso alle mie scelte giovanili trovo punk, hardcore, metal, post-rock ed elettronica. Devo dire che probabilmente le mie band preferite sono progetti tipo Swans, Godspeed You! Black Emperor, Cardiacs, Siint, Cure e Nirvana. Ma ho ascoltato così tante cose durante gli anni…

Per anni hai girato il mondo con i tuoi progetti in tour infiniti. Dove ti sei sentito maggiormente a casa? Quali i luoghi dove, fossi costretto a scegliere, potresti vederti per affetto, posizione ed ambiente?

Adoro letteralmente stare in tour e certamente vengo trattato meglio in Germania o Svizzera rispetto a quanto accade nel Regno Unito. Anche Stati Uniti e Canada sono stimolanti, adoro esplorare nuovi territori. Credo che casa mia sia comunque il posto dove mi ritrovo ad essere più a mio agio quando non sono in tour, il posto dove vive l’amore che amo teneramente, per questo vivo a Londra. Nonostante questo sia stato probabilmente il tour più tranquillo mai fatto, la voglia di tornare a casa è molta!

Hai 47 anni ed hai suonato quasi ininterrottamente per quindici anni. Dove ti vedi fra altri quindici anni? Come sta andando la tua vita? Cosa fai quando non suoni? Hai un altro lavoro?

Allora… sono diventato un musicista a tempo pieno appena compiuti i 30 anni, quindi siamo già a 17 anni di attività. Non ho idea di dove sarò fra quindici anni… chi può dirlo? Il mo prossimo traguardo sarà quello di raggiungere i tremila concerti (non me ne mancano molti) e di concludere la mia serie alfabetica a livello di produzione discografica (mancano sei dischi e il libro che ho citato prima). Poi vedremo! Sto iniziando a prendere confidenza col lavoro di colonne sonore per film e serie TV quindi potrebbero aprirsi nuove porte. Prendo comunque ogni anno come viene, anche se so che non potrò mantenere queste velocità di crociera molto a lungo.

Che tipo di ascoltatore, frequentatore di concerti sei? Segui qualche scena o ti focalizzi principamente su quanto fai tu?

Ora andrò a casa… vado raramente a concerti anche perchè suonando 150, 200 volte l’anno ho bisogno e mi godo un meritato relax quando ci faccio ritorno. Vedo principalmente i concerti degli artisti coi quali mi capita di condividere il palco in tour. Quindi direi di sì, mi concentro sulla mia musica senza seguire le mode del momento, suonando soltanto ciò che mi va di fare.

Speranze di rivederti in Svizzera o in Italia presto?

Tornerò in Svizzera ad aprile e spero di riuscire a scendere in Ticino. Sono passati molti anni da quando Risonanza Records ha smesso di essere attiva e non sono più riuscito a raggranellare date in questo senso. Se qualcuno volesse offrirmi qualcosa sarei quindi molto fiero di tornarci! Spero di tornare anche in Italia a settembre!