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Dietro Me And The White Lash ci sono Stefano De Ponti dei Passo Uno ed Eleonora Pellegrini. Il progetto accentua da un lato la vocazione ambient/soundtrack dei Passo Uno, dall’altro la fonde assieme a forme più tradizionali, dando vita a “canzoni” gentili ed asciutte, quasi folk verrebbe da scrivere, durante le quali si può apprezzare la voce di Eleonora: la contemplativa “The Island”, ad esempio, per non parlare di una dolente “La Morte Del Tocco”. Parte di questo materiale è apparsa in lavori di “sonorizzazione” curati da Stefano, il che spiega per certi versi l’eclettismo delle scelte, inevitabile quando ci si deve mettere a confronto con il lavoro di qualcun altro, anche se non si percepisce così tanta disomogeneità, come si potrebbe presumere. Gran parte delle tracce atmosferiche si basa su interventi pianistici per i quali risulta fin troppo semplice – ma in qualche modo anche esplicativo – chiamare in causa Harold Budd e discepoli. Non si tratta però solo di questo, dato che – giocando con l’effettistica e altra strumentazione – Stefano riesce a produrre qualcosa anche di più disturbante, come “Fire From The Glasses”, o l’inquietudine più sottile di “Mesopotamian Lunch”, includendo tutte le anime del progetto nei sedici minuti finali di “In Heaven”. Per ora Me And The White Lash ci accompagna per mano in un mondo fragile, sul quale s’allungano di tanto in tanto ombre inquietanti. Vedremo il futuro.
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