AMESUA, Con Il Mondo Ai Piedi Del Letto

Amesua

Dalla Sardegna con livore. Potrebbe essere descritto così questo lavoro di debutto del quartetto di Olbia, in free download da Bandcamp. Dopo un omonimo assaggio di tre pezzi uscito lo scorso anno è la volta di questo Con Il Mondo Ai Piedi Del Letto.

I ragazzi ci credono, sbraitano al limite dello stupro delle corde vocali, e le parole fanno il resto, sempre sofferte e in grado di trasmettere una forte sensazione di amarezza. L’armamentario usato è quello classico: chitarra, basso, batteria e voce, in un tutt’uno che scoppia di un’urgenza espressiva “post-adolescenziale”. La sei corde comanda chiaramente il gioco, mentre la sezione ritmica non sembra prevalere più di tanto, anche perché viene schiacciata dalla rabbiosa voce screamo del cantante, così maltrattata che non si sa quanto potrà durare.

Nel Belpaese s’è sviluppata una serie di realtà che si rifanno ad un linguaggio hardcore di tipo più o meno esistenzialista (quasi banale citare i campioni diy Raein): gli Amesua fanno parte, bene o male, di questo piccolo movimento che ha un tremendo bisogno di esprimere collera e frustrazioni personali (la buona “Pegno”). Il disco (che non ha una vera e propria forma fisica, visto che al momento esiste solo in digitale) è una buona mezz’ora di pezzi mediamente brevi, specie la traccia finale, uno scazzo divertente con coro ubriaco che non vede l’ora di scaricare sul moshpit tutta la sua violenza.

Nota a margine: curioso notare come i Fine Before You Came abbiano nel loro songbook un pezzo dal titolo “Capire Settembre”, i Merkawa “Dicembre” e gli Amesua “Febbraio”. Ancora non capiamo se sia solo una singolare sincronicità o puro opportunismo da poesia spicciola in stile Notte Prima Degli Esami very alternative. Ai posteri l’ardua sentenza.

  • Marco Spano

    giuriamo di avere buone intenzioni: il testo è preso da “io sono febbraio” di jones, è stato un puro caso! però nel prossimo ci infiliamo “capire ferragosto” (si scherza regà!)

    grazie mille per la recensione, vi dobbiamo una decina di birre!
    marco (amesua).