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SLOWDIVE, 2/7/2024

Roma, Auditorium Parco della Musica 02 07 2024
ROMA SUMMER FEST 2024
Slowdive
©Fondazione Musica Per Roma / foto Riccardo Musacchio / MUSA
*******************
NB la presente foto puo’ essere utilizzata esclusivamente per l’avvenimento in oggetto o per pubblicazioni riguardanti Fondazione Musica Per Roma

Roma, Auditorium Ennio Morricone.

Da quanto li aspettavamo? In fondo per loro vale lo stesso discorso che facevamo riguardo ai Breathless di Dominic Appleton, definendoli “una band di artisti che diventano col passare del tempo, a tutti gli effetti, dei compagni di viaggio”. 20 anni di separazione (1995-2014) sono stati interrotti dal Primavera Sound, poi il gioco è ricominciato con i live e l’incisione di due album, Slowdive nel 2017 ed Everything Is Alive lo scorso anno, entrambi bellissimi e per la più semplice delle ragioni: come dice Christian Savill, la cosa incredibile è stata e rimane la naturalezza con cui da sempre suoniamo insieme, come se il tempo passasse mai.

Roma, Auditorium Parco della Musica 02 07 2024
ROMA SUMMER FEST 2024
Slowdive
©Fondazione Musica Per Roma / foto Riccardo Musacchio / MUSA
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NB la presente foto puo’ essere utilizzata esclusivamente per l’avvenimento in oggetto o per pubblicazioni riguardanti Fondazione Musica Per Roma

Per la stagione del Roma Summer Fest, ospitata nella Cavea dell’Auditorium Ennio Morricone, la band arriva al gran completo con l’entusiasmo di presentare l’ultimo album, che Neil Halstead descrive così: a dispetto di questi tempi tremendi, Everything è eclettico dal punto di vista emotivo ma restituisce una sensazione di speranza perché non sarebbe davvero giusto fare un disco oscuro e pessimista proprio in questo particolare momento. Introdotti non a caso dalle note stratosferiche di “An Ending” by Brian Eno (uno degli omaggi della serata a musicisti del pantheon Slowdive) parte l’attacco amniotico di “Shanty”, apertura di Everything Is Alive, con le note del synth modulare affidate al bassista Nick Chaplin e alla batteria in tempo dispari di Simon Scott. Scarno il palco, movimenti minimali di una band che della sostanza, non dell’apparenza, ha fatto vanto ma con una sequenza di visuals formidabili che dall’estetica digitale contemporanea, in modalità rewind, torna ai light-show in pure stile anni Sessanta. La scaletta al contrario del tour 2023 spazia su tutto il repertorio della band di Reading, da alcuni brani di Souvlaki al ritorno del 2017; clamorosa la sequenza centrale, con “Kisses” seguita da “Allison” e “Where The Sun Hits” fino all’ emozionante rilettura di “Golden Hair” con il volto di Syd Barrett proiettato sul grande schermo alle loro spalle, immerso in una tempesta solare psichedelica. Boato, applausi, sipario, ma naturalmente c’è il tempo per un corposo triplo bis “Slowdive”, “Slomo” e l’immensa “Forty Days” con Rachel Goswell e Neil Halstead che dopo l’amore, l’amarezza di una separazione troviamo oggi in piena sintonia artistica… Everything is Alive! Emozione finale, “An Ending” ancora per salutarsi.