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LAMBRINI GIRLS, Who Let The Dogs Out

Prima cosa: il Punk è vivo e lotta insieme a noi. Le Ragazze Lambrini saranno in concerto al Bronson di Ravenna il primo marzo, save the date.

Uscito il 10 gennaio, Who Let The Dogs Out è il primo strafottente album sulla lunga distanza delle Lambrini Girls, duo/trio/quartetto – dipende dalle situazioni – con in pianta stabile alla chitarra e voce Phoebe Lunny e Lilly Maciera al basso, ed è la conferma che dalla provincia inglese, Brighton in questo caso, escono da sempre le cose più geniali e solidamente punk della scena britannica. Sorta di incrocio fra gli immensi Sleaford Mods da Nottingham e l’eccellenza poetica di Kae Tempest, già col micidiale singolo d’esordio “Help Me I’m Gay” di un paio di anni fa e poi con “God’s Country” e l’ep You Are Welcome avevano fatto scalpore in terra britannica. In sintesi, la loro è la classica miscela esplosiva che da sempre abbiamo amato in band come 7 Years Bitch, Bikini Kill, Le Tigre… o le nostre antesignane Clito (1), ma ritrovarsi oggi out-of-the-blue fra le mani ‘sta bomba fa bene – oltre che alle gambe sicuro – a cervello e cuore. Registrato in collaborazione con Daniel Fox degli irlandesi Gilla Band e missato da Seth Manchester, storico collaboratore dei Battles (certo altro nome di riferimento) e oggi dietro ai dischi di Big|Brave, Lingua Ignota, Full Of Hell e The Body, l’album ha il classico sporchissimo suono del punk storico, ma grazie ai due personaggi appena citati lo potete sparare a tutto volume distruggere le preziose casse di casa o tantomeno i monitor di un rave party all’aperto, partendo proprio dalle sirene della Polizia (appunto) in arrivo con “Bad Apple” e poi tutti di seguito senza un attimo di tregua gli altri dieci titoli che elenco traducendoli: cultura aziendale, energia del grosso cazzo, no homo, niente ha un sapore così buono come la sensazione che provoca, tu non sei di queste parti, la scarsità è falsa (propaganda comunista), nipotino ricco sfondato, diverso speciale, amore, figalogia.

In questo disco si toccano tutti i temi più scottanti dello scibile umano, ma – anche senza “spiega” – se volete fare colpo sugli amici, mettete a-palla in sequenza “Nothing Tastes As Good As It Feels”, “No Homo”, “Love” per vedere l’effetto che fa… God Save Lambrini Girls con postilla: “adoriamo Stevie Nicks, i suoi Fleetwood Mac dedicarono Rumours al loro spacciatore ufficiale di coca, noi dedichiamo Who Let The Dogs Out a tutte le nostre sbronze”!

(1) Di Clito c’è una bella apparizione, purtroppo stra-tagliata, nel film “La città delle Donne” (1980) di Fellini, con cui ebbero, ovvio, un rapporto breve e burrascoso.