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KRYPTONOMICON, Daemonolatria [+ il video di “Satanama”]

Com’è triste Venezia? Non avete mai visto Monfalcone (Paolo Rossi, o Dario Fo)

Quando hai Metal Skunk dalla tua parte è quasi inutile stare su The New Noise, ma i Kryptonomicon vivono nell’orrenda Monfalcone, a mezz’ora di macchina da Trieste, dove sto io… esatto: support your local scene.

I Kryptonomicon oggi sono un power trio, con bassista e chitarrista che si alternano alla voce dopo che se n’è andato il cantante dei primi due album. Brutti da vedere, ma di quel brutto spontaneo (è un complimento), credono solo in Tom G. Warrior, Padre onnipotente, Creatore di Hellhammer, Celtic Frost, Apollyon Sun e Tritpykon, anche se ho l’impressione che vivano in una dimensione parallela dove è sempre il 1987 e che non abbiano idea di cosa sia successo qui nella nostra, e non sarò certo io portarli di qua. A sentire i miei amici pare siano solidissimi dal punto di vista tecnico, ma non è questo l’importante. I Kryptonomicon, prima di tutto il resto e senza troppi calcoli o ragionamenti postmoderni, suonano ciò che hanno sempre voluto suonare, dunque Celtic Frost ed Hellhammer. Poi, istintivamente, sanno che la tradizione alla fin fine è come un dialogo tra persone che non si sono mai incontrate, dunque provano a dire la loro, per questo si sentono altri riferimenti a quell’epoca in cui c’erano dei precursori e non death e black già codificati: ecco dunque Venom, Possessed, primi Sepultura, gli inevitabili Slayer, senza dimenticare i Kreator (i Kryptonomicon sono stati espliciti: l’idea delle due voci arriva dai primi Kreator). Mi verrebbe da dire che è un approccio simile a quello di un’altra band “retrò” italiana come i Barbarian.

Artwork di Paolo Girardi a parte, che è sempre una gran mossa, molto buona anche la scelta di rimanere concisi: dieci pezzi, quaranta minuti, tanto zolfo ovunque. E se non vi sta bene… c’è sempre Vera Baddie