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ISIK KURAL, Moon In Gemini

Di Isis Kural so che Moon In Gemini è in suo terzo album, il secondo per una delle mie etichette discografiche preferite, quella RVNG Intl. che Matt Werth da anni mantiene su alti livelli qualitativi.

Diplomato con un master in Sound Design e pratica audiovisiva, Isik esplora il lato più bucolico della musica grazie al lieve accenno della sua chitarra, tastiere e a una voce efebica e delicata che sembra uscita direttamente da un sogno, in un’eterna domenica mattina.

I brani sono strutturati in maniera molto semplice e aerea, piccoli bozzetti folk dove Isik si appoggia al contributo di un terzetto d’eccezione, formato da flauto, arpa e clarinetto a cura, rispettivamente, di Tenzin Stephen, Kirstin mcCarlie e Giulia Tamborino. Gemini sembra a tratti l’intrusione di un piccolo pubblico nella casa di Isik, nascosto dietro a una tenda per vederlo suonare nel caldo della sua intimità, a tratti invece è canzone compiuta che ci fa pensare all’ampia possibilità di azione di questi gemelli. Cita come riferimenti Grizzly Bear, Nina Simone e Aldous Harding, finanche Ellioth Smith la sua cartella stampa, ma il timbro e la delicatezza di Isik sono personali e non credo possano essere descritte in maniera migliore di un musicista strettamente connesso con la natura, con una sorta di declinazione ambientale nella quale convive con gli elementi che lo circondano. A tratti i toni strumentali si fanno aciduli e fiabeschi, pastorali e vicini a certo folk anni ’70 pur essendo molto più delineati e definiti, quasi un inciso fra ninne nanne e piccoli ricami. I brani si susseguono, quasi impossibili da fermare e descrivere, difficile e probabilmente inutile esaltarne uno rispetto all’altro, se non che “Prelude” si prende il nostro cuore per averci portato dentro il mondo di Isik e la sua voce, i giochi di piano in “Grown One Iota” per la loro malinconia. Potrebbe avere anche qualche chance radiofonica con la delicata “Mistaken For a Slow Silent” se ci fossero onde radio adeguatamente gentili. Ma è l’insieme di Moon In Gemini che conquista, si insinua ed emoziona, grazie alle corde di Isik Kural.