Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

STIAN WESTERHUS & MAJA S.K. RATKJE, All Losses Are Restored

Cosa può accadere quando due sperimentatori che praticamente tutto hanno già tentato uniscono le loro forze per dare tributo al Bardo di Avon? Difficile immaginarselo, ma ascoltando il disco di Maja S. K. Ratkje e Stian Westerhus si resta sorpresi… basiti quasi. In primis la copertina, a cura dell’illustratrice Zoe Keller, ci presenta un’immagine candida e bestiale nel medesimo istante: farfalle, un biscione, lo scheletro di un uccellino, una spina dorsale. I primi 25 secondi sono contornati da rumori di ferraglie, attrezzi, che però scompaiono lasciando al basso e agli archi il compito di sostenere prima la voce di Maja e poi quella di Stian. Soul quella di lei, epica quella di lui, fino a perdersi completamente in un mondo arcaico e magico. Vengono in mente i grandi duetti, su tutti quelli che hanno visto Nick Cave lasciar entrare nel suo mondo le sue muse, ma emerge la capacità di Maja e Stian di muoversi in maniera poco ortodossa, all’interno di un suono che si fa tridimensionale e dinamico, quasi quanto quei libri le cui pagine, vanno a formare figure ed immagini. Un violino, un armonium, una chitarra acustica e qualche effetto rudimentale per mettere in scena la magia delle storie, la perdizione e la paura, la genesi e l’intensità. Dovremmo chiamarla musica folk perché si perde nei secoli passati e si presenta a noi come oggetto fuori dal tempo e magico, oppure teatro perché basterebbe un palco e i due corpi per trasportarci ovunque. Magari ancora mitologia o leggenda, perché i due musicisti della Norvegia dalla quale provengono prendono spunti ed attimi nella quale la tensione diventa insostenibile, come in una “Walking Shadow” da far accapponare la pelle. All Losses Are Restored è un disco che riesce a ricollegarsi alla nostra parte più arcaica e ci restituisce la magia della registrazione, dell’emozione e del coinvolgimento più puro e senza fronzoli. A chi per primo ebbe l’idea di invitarli a proporsi in un set acustico all’Oslo Jazz Festival del 2019, provocando probabilmente tutto questo, una sola parola: grazie.