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NZɄMBE, Ardor Or Entropy

Preambolo: vengo a conoscenza di questo album tramite un’amica olandese. Ascolto volutamente senza averne alcuna informazione, ma solo per le sue parole che me lo consigliano caldamente. Dopo qualche brano, mi innamoro di Ardor Or Entropy anche per una stranissima reminiscenza proveniente dai primi album in solo di David Sylvian, qui certo trasfigurati in un contesto vagamente “malato”!

Miguel Prado Casanova, in arte Nzʉmbe, è al suo secondo album. Il precedente, Titubeo, era uscito nel 2015 (mastering di Giuseppe Ielasi). Ha formato nel 2017, assieme alla performer britannica Dali de Saint Paul, il duo HARRGA (gli “harragas” sono in dialetto marocchino gli immigrati che bruciano i propri documenti entrando clandestinamente in Europa): nel primo dei loro tre album, Héroïques Animaux De La Misère, dalla tragica, fortissima copertina, compariva anche Moor Mother. Nel 2022 ha condiviso il progetto e i testi dell’acclamato disco di Lucrecia Dalt, ¡AY!, e qui si apre un’altra finestra: Lucrecia Dalt è da anni sentimentalmente legata a… David Sylvian, così chiudiamo un cerchio abbastanza ampio!

Miguel Prado, che a Bristol è professore associato in Filosofia all’UWE University of West England in ambito Scienze Sociali e Salute, in questi nove anni che lo separano dal già notevole Titubeo, ha evoluto temi ed interpretazione vocale in una dimensione più dilatata e ipnotica. Se i presupposti erano già evidenti in ¡AY!, lo sviluppo onirico di canciones recitate, quasi sussurrate, in spagnolo rende i cinquanta minuti di musica di Ardor Or Entropy un viaggio allucinante/affascinante nel mondo visionario di un poeta sonoro in evidente stato di grazia. Dall’incipit “Mirror Of Tauromachy”, passando per “Zone Of Alienation”, “Great Vitreus Tact”, “Karman Vortex Street”, le centrali bellissime “Serpentine Lines” e “Thermocline” (la più “sylvian-iana” del mazzo) e ancora “Anake And The Entropy”, “Ergosfera”, poeticamente inquietante e sicuro godimento per chi padroneggia l’idioma, fino all’epilogo collettivo di “Asymtopia”, l’ammaliante trip lisergico venato di suggestioni ispaniche (chi ricorda “Manhole” di Grace Slick?) cattura e avvolge completamente l’ascoltatore.

La voce di Miguel alias Nzʉmbe è processata dal solito mago Rashad Becker, Michael Pisano è al pianoforte in “Anake And Entropy”, liuti cinesi su “Mirror Of Tauromachy” e “Ergosfera” suonati da Wojciech Rusin, fisarmonica di Alfredo Costa Monteiro, tromba di Ruth Barberàn, basso Dominic Lash, chitarra elettrica Daniel Bennett, percussioni Alex Nazaro, tutti insieme su “Asymptopia”. Una menzione speciale va sicuramente fatta per l’etichetta di Amman Drowned By Locals, di cui segnaliamo un catalogo super interessante comprendente nomi come Senyawa, Black To Comm, Richie Culver, Bernardino Femminielli.

Epilogo: Qui a The New Noise tocca studiare: “The Noise in Noise – Uncertain, randomness and control”, ed. Media Philosophy, autore Miguel Prado Casanova.