Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

COFFINS, Sinister Oath

A distanza di cinque anni da Beyond The Circular Demise fanno la loro ricomparsa i Coffins, che a suon di massacri e atmosfere lugubri hanno messo a soqquadro questo ambiente per molto tempo. Sono i maestri del death/doom nipponico – assieme a S.O.B. e G.I.S.M. hanno definito il concetto di estremo in Giappone – e hanno mantenuto il loro nome vivo e vegeto fino ad ora. Attivi dal 1996, hanno seguito la scia della scuola death metal americana degli anni Ottanta (Autopsy in primis), aggiungendo al tutto registri doom funerei e monolitici. Una miscela sonora che, passo dopo passo, hanno perfezionato, creando qualcosa di intoccabile e personale, riconoscibile al primo ascolto, e accontentando una vasta fetta di cultori del genere. Il nuovo lavoro, Sinister Oath, uscito lo scorso marzo per la Relapse Records, conferma la loro predisposizione a creare assalti monolitici e atmosfere ferali, poi una produzione accattivante e artwork degni dei maestri dell’horror/splatter fanno il resto. Incollandoti alla sedia per tutta la sua durata, Sinister Oath gioca e vince a mani basse soprattutto per come posiziona riff incisivi e blast d’assalto in chiave punk hardcore, ad esempio in “Chain”, un mulinello di rumore composto da riff velenosi, doppia cassa opprimente guidata da una voce fredda, arcigna. È un disco che fa felice una larga fetta di ascoltatori estremi, come con la opener “B.T.C.D.”, un brano strumentale colmo di rallentamenti e blast carnivori, una pioggia di riff massicci ed atmosfere tetre e velenose.

Quest’album funziona oggi senza riserve, ma avrebbe funzionato anche vent’anni fa. La matassa sonora folle dei Coffins è ancora sulla cresta dell’onda.