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TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD, Christian & Mauro

Come prendere la terza fatica di Mauro Teho Teardo e Blixa Bargeld, titolata con i loro nomi propri e giunta ad otto anni dall’ultima fatica comune, Nerissimo?

Istintivamente inizierei con l’immagine di copertina, opera di Amanda Ooms, un collage oscuro e tenero, personale e nel quale serpeggiano i due sensi umani, quelli di vita e morte rispettivamente. Insieme ai due attori principali quest’opera vede impegnati la fida Laura Bisceglie al violoncello e Gabriele Coen a sax, clarinetto e clarinetto basso, mentre il resto degli archi è appannaggio di uno stuolo di strumentiste fra le quali quattro violiste, tre violiniste e due violoncelliste. Non ci sono ribaltamenti né sconquassi rispetto al passato, bensì un lavoro che assesta ancora la peculiarità e la forza di un’unione artistica come la loro. Le atmosfere di Christian & Mauro sembrano sovente uscite da una Wunderkammer, oppure da una fiaba d’altri tempi, è musica facile da immaginare vestita di broccati scuri e bizzarri, accompagnata da rosoli misteriosi. Le trattenute scorribande vanno a parare in mondi parecchio lontani fra loro, direzionati anche dai vari linguaggi utilizzati da Blixa. L’iniziale “Starkregen” si aggrappa al tedesco per un’unica parola che sembra cristallizzarsi, mentre tutto intorno inglese e italiano svaniscono come gocce di pioggia, la seguente “Dear Carlo” cita il fisico Carlo Rovelli utilizzando gli archi come vero e proprio vento fra musica e parole. Nei brani esce spesso la passione come percorso di valore, una certa propensione ad un’epica ombrosa che stende manti di suono su paesaggi oscuri. “I Shall Sleep Again”, rintocchi e racconti a portarci a una composizione del Seicento, la passacaglia “Bisogna Morire” che immagino si muova sulle medesime coordinate delle Totentanz e delle Danse Macabre, esprimendo in questo caso in musica l’incontrovertibile fine che a tutti aspetta, ricomposta da Blixa fra passato e presente a livello tematico (il “… Wikipedia faktenchecker…”, la citazione di “Bella Ciao”) per un suadente movimento qua e là sulla strada, linea tirata fra la vita e la morte. L’eleganza del suono è in qualche modo teatrale, magica per la capacità di mantenere una tensione che richiama la meraviglia del palcoscenico, fra cambi di scena e costume. Qui è pura evocazione, maestria nel tenere le fila dei musicisti e interpretazione da paura. “È Pericoloso Sporgersi”, accorta e toccante, ancora una volta cantata in un italiano tanto intenso quanto sentito da un madrelingua teutonico che riesce a colorarlo di sfumature profonde. Parlando di palcoscenico e di interpretazione in “Close Up” l’obiettivo che si stringe è quello del citato Cecil B. DeMille che raccoglie in un’inquadratura i mille viaggi e le mille vite del nostro attore. Si passa attraverso uno spremiagrumi per umani in “Menschenentsafter”, dove il racconto prende una tangente surreale e simbolica tinteggiata dalle pennellate delle corde, mentre Blixa gioca all’imbonitore con un sorriso convincente. Poi giganti danzanti e libellule, anni dispersi e capelli lunghi.
La sensazione è che Christian & Mauro sia un film muto musicato al quale abbiano tolto le immagini, da tanto espressivo fu il commento sonoro. Un viaggio a tratti strampalato e surreale, a tratti compito ed elegante, a tratti giocoso dove il gioco è portato dalla conoscenza e dalla bravura.
Spero di avere l’occasione di vederli dal vivo intanto mi limiterò a far girare i loro tre dischi, per un podio praticamente perfetto: Christian & Mauro continuano a sorridere, nerissimi.