WIZARD EYE, Wizard Eye

WIZARD EYE, Wizard Eye

La formula dei Wizard Eye è scarna e diretta, un po’ come la copertina di quest’album omonimo. Trattasi della loro seconda produzione, realizzata a un lustro di distanza dal debutto Orbital Rites, che ha fatto sì che suonassero al fianco di Church Of Misery e Sourvein. Erik Caplan (chitarre, theremin, voce), Dave Shahriari (basso, voce) e Mike Scarpone (batteria, percussioni) arrivano compatti, mettendo in conversazione riff melliflui con una sezione ritmica affiatata e fantasiosa, anche se linee vocali coriacee smorzano la forza espressiva che possiede questa formazione di Philadelphia (Pennsylvania). Per chi scrive, “Flying Falling” avrebbe funzionato di più se fosse stata priva di quest’ultimo elemento, che irrompe con veemenza intaccando l’integrità di un’atmosfera fino a quel momento plasmata con perizia dai tre musicisti, e teniamo anche conto della produzione, perfetta per un lavoro che si propone come il punto di incontro tra le sonorità acide dei Blue Cheer e il contemporaneo heavy doom dalle tinte sludge e psichedeliche. La cadenzata “Drowning Daydream” presenta richiami allo stile di Lee Dorrian e a Dave Sherman, per cui chi venera gli Earthride troverà di che gioire, mentre gli altri si limiteranno a meditare sugli infiniti chiaroscuri dello strumentale “Nullarbor”.