WITNESSES, Doom II

Passato attraverso la creazione di un terzo album strumentale, Greg Schwan realizza un ulteriore tassello tramite cui fare evolvere il progetto Witnesses. Accompagnato da Matt Kozar (chitarra) e Kody Ternes (voce), plasma un secondo album epic doom che, pur proseguendo lungo i solchi tracciati da To Disappear And To Be Nothing (2019), aggiunge parte di quegli elementi cinematografici poco rappresentati nei lavori precedenti ma caratteristici della “musica del destino” per antonomasia.

Anche in questo album vi è un ospite di rilievo – Scott Loose (While Heaven Wept, Brave) – come a voler tendere un filo immaginario che leghi il suo operato a una precisa linea di pensiero. I testi raccontano di una nave che approda sulla riva vicino a un villaggio, cambiandone le sorti. La narrazione possiede la delicatezza caratteristica di Greg Schwan: i pensieri del capitano del vascello e degli abitanti vengono filtrati attraverso considerazioni personali.

La musica segue l’evolversi degli eventi intersecandosi con il suono dell’acqua sulla battigia e con lo scricchiolio della nave cullata dalle onde, per poi esplodere in più di un’occasione in ritmiche di matrice black (già presenti nel singolo del 2019 “Everything Is Worse”).

Rispetto al passato il suono è maggiormente rarefatto e l’atmosfera che pervade l’album diviene pacata, preservando la malinconia veicolata dalle linee vocali di Kody Ternes. Queste si intersecano con i fraseggi di chitarra e con ritmiche che mai offuscano i passaggi riflessivi. Vi è un sottile equilibrio a tenere insieme le singole tracce ed è questa fragilità a renderle speciali.