VULCAIN, Vinyle

I parigini Vulcain sono uno dei gruppi heavy metal francesi a godere di maggiore fama all’estero e nonostante siano stati inattivi per circa un decennio (a partire dalla fine dei Novanta), almeno i loro primi due album (Rock’n’Roll Secours del 1984 e Desperados del 1985) rientrano tra i classici di quella scena. Ai tempi deve avere giocato a loro favore il fatto di essere stati etichettati come i Motörhead francesi, descrizione in parte veritiera, ma riduttiva. La maggior parte dei gruppi d’Oltralpe erano caratterizzati da un suono più oscuro (Damocles, Ponce Pilate…) oppure melodico ed evocativo (H And H, Legend, Wodan…), quindi la loro era una formula davvero unica all’interno del contesto culturale di provenienza. Vinyle è il loro nono album e mostra una varietà invidiabile per una band i cui esordi risalgono agli albori degli anni Ottanta. Similmente agli ancora più prolifici Killers, si sono evoluti spostando un pochetto il tiro verso l’hard rock, mantenendo però intatta quella veemenza giovanile che, seppure più controllata che in passato, ogni tanto fa capolino tra i solchi del nuovo album. Gli episodi inclusi sono tutti piacevoli e qualcuno addirittura ottimo (quando spingono sull’acceleratore…) ed è comunque bello vedere che sono ancora in giro.

Avessero fatto un disco tirato dall’inizio alla fine (come successo con gli ADX di Non Serviam) saremmo qui a tesserne le lodi con la bava alla bocca, ma anche così non c’è male, inoltre alcuni arrangiamenti sono davvero ricercati e vale la pena prestarvi la dovuta attenzione.