VOODUS, Into The Wild

VOODUS, Into The Wild

Nonostante Into The Wild sia il primo album dei Voodus – già autori degli ep NightQueen (2015) e Serpent Seducer  Saviour (2017) – dietro questo nome si cela una band attiva da diversi anni a nome Jormundgand e con alle spalle un paio di demo e il cd Visions Of The Past, Which Has Not Yet Come To Be… (2014), pubblicato da Christhunt Productions. La loro musica trae ispirazione da Dissection, Unanimated, Necrophobic e Sacramentum. Rispetto ad altri gruppi più recenti, ad esempio i Thulcandra, oltre a riproporre in maniera credibile lo stile forgiato dalle band capostipiti del black death melodico svedese, hanno una personalità ben distinta che permette loro di impreziosire ogni brano con un gusto melodico che potrebbe essere definito onirico. Da un punto di vista concettuale sono legati a tematiche oscure eppure nei testi affiora spesso una poetica profonda almeno quanto quella delle band da cui traggono ispirazione. Lo strumentale “The Awakening And The Ascension” dovrebbe essere sufficiente per comprendere quale atmosfera concorrano a plasmare, ma è tramite i primi versi di “The Golden” che si esplicita al meglio il loro intento: They Gave To The Wind, The Sacred Song / The Song That No One Can Hear / A Song About The Great Nothingness, / The Void Of Voodus, And Total Darkness. La medesima intensità si mantiene in occasione delle tracce che seguiranno, in un alternarsi di frazioni violente in cui prevale la componente black e fughe strumentali intrise di malinconia. Esemplari i versi conclusivi di “Into The Wild”: The Time, This Cosmic Jail / Has No Power Here. I Am Free! / With A Smile I Close My Eyes / To Become One With The Night! / Yes, We Will Dance, Me And The Wild Tonight!

Il disco nella sua interezza è pervaso da una magia raramente riscontrabile altrove e risulta superfluo sottolineare quanto la sua forza sia da ricercarsi nella passione con cui è stato composto e realizzato.