VOID ROT, Consumed By Oblivion

VOID ROT, Consumed By Oblivion

Provengono da Minneapolis, in Minnesota, e in poco più di quindici minuti riescono a delineare paesaggi sonori di matrice death doom che altre band faticano a ottenere in album dal minutaggio più consistente. Il segreto sta nel partire da una formula essenzialmente death metal aggiungendoci elementi d’atmosfera alla maniera dei Disembowelment. Non ci sono quindi suoni inafferrabili utilizzati al fine di sopperire a una malcelata mancanza di idee. Il suono delle chitarre è il maggiore responsabile della riuscita di questa interconnessione di stili, perché ingloba una malinconia che poi viene risucchiata dalla batteria in riverbero e da linee vocali sporche e al contempo espressive. Ci sono alcuni momenti in cui si capisce che i Void Rot devono essere stati influenzati anche dal black metal (“Ancient Seed”) e altri in cui (come nella title-track) variano la ritmica secondo modalità inaspettate. Sono piccoli accorgimenti che concorrono a impreziosire episodi in cui si tende ad andare dritti all’emozione, senza tergiversare ed esprimendo i propri conflitti interiori per quello che sono: un vuoto incolmabile.