TOMORROW WE SAIL, The Shadows

For Those Who Caught The Sun In Flight è stato uno degli album più toccanti di cui ci siamo occupati. Rincontrare i Tomorrow We Sail ha in sé il potenziale delle occasioni speciali ed è con un pizzico di timore reverenziale che ci si avvicina a The Shadows. Il secondo disco della formazione di Leeds si rivela immediatamente raffinato (come sarebbe stato lecito aspettarsi), aggiungendo alle composizioni un’intensità che smuove nel profondo. Gli episodi inclusi sono in media meno lunghi che in passato, ma ugualmente dilatati e sospesi in una dimensione spazio-temporale che permette alla testa (e al cuore) di viaggiare lontano. Le melodie intessute dal gruppo risultano essere ancora più struggenti di prima e, nonostante la loro struttura sia snella (poche orchestrazioni, meno intrecci vocali…), i vari elementi che concorrono a plasmarle si intrecciano perfettamente gli uni con gli altri. Non c’è un solo frangente in cui l’attenzione sfugga, perché a colpire sono le emozioni che la musica trasmette. Le sperimentazioni di Saturn hanno svolto una funzione transitoria che ha influenzato le nuove tracce, infatti a prevalere sulla matrice folk vi sono gli influssi ambient e le atmosfere eteree tipiche di Gizeh Records: emotivamente travolgenti, proprio perché inattese.