THE RIVEN, The Riven

Gli svedesi The Riven si inseriscono pienamente all’interno di quel filone retro-rock di cui è ormai riferimento l’etichetta per la quale incidono. The Sign Records ha infatti pubblicato i dischi degli Hällas, coi quali questa band sembra avere tanto in comune.  La cantante dei Riven, del resto, ha una voce che sembra riportare direttamente al periodo a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, con in più quel tocco di aggressività che ben si accompagna a un a formula sonora molto in debito con le band più heavy di quello stesso periodo. L’album è piacevole e, pur non aggiungendo molto a quanto si è potuto ascoltare durante gli ultimi anni, ha dalla sua una buona dose di veemenza e allo stesso tempo un pizzico di psichedelia. Da questo punto di vista si tratta di un disco furbo, di quelli che pur non sbilanciandosi troppo su un versante piuttosto che su di un altro, richiamano alla mente molte cose uscite negli ultimi anni, riuscendo anche a mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore. La traccia migliore si trova in chiusura (“Finnish Woods”) ed è una di quelle che potrebbero girare nello stereo per ore, nel suo riuscire ad affiancare una non celata drammaticità a un’energia esecutiva raramente riscontrata altrove, soprattutto in uno stile che il più delle volte si limita a riproporre determinate sonorità senza aggiungere molto a quanto detto (da altri) più di quarant’anni prima. Per il resto, la struttura dei brani è molo simile ma non per questo banale e gli assoli di chitarra sono efficaci quanto basta a favorire qualche ascolto…