THE OSEDAX, Meridians

THE OSEDAX, Meridians
THE OSEDAX, Meridians

Gli Osedax provengono dallo stato della Virginia e traggono ispirazione da una creatura degli abissi che – come la loro musica – vive in un ambiente oscuro e inospitale. Questo è il terzo album realizzato e quello con cui in una certa misura cercano di liberarsi – anche se mai del tutto – dalle sonorità melmose degli esordi (Delayed Response, 2010) per inoltrarsi in territori post-rock. Le nuove influenze vengono sintetizzate nei brani plasmando atmosfere che nel loro svolgersi lentamente richiamano l’immensità degli oceani e all’interno delle quali si inseriscono elementi inaspettati come fugaci interventi dissonanti cui si deve il retrogusto psichedelico di “Beacon” / “Ox Eye”. C’è molta melodia nelle composizioni di Mike (basso, voce, sintetizzatori), Scott (chitarra, voce) e Kevin (batteria, percussioni), ma è spesso opacizzata dal sostrato heavy su cui si fondano. La lacerante drammaticità delle linee vocali non scalfisce la stratificazione di umori presenti in “White Horse” / “Tempest” e anzi contribuisce a metterne in risalto i momenti di quiete, i quali assumono contorni onirici, lasciando presagire il sopraggiungere di soluzioni ritmiche maggiormente dinamiche. Sonorità di derivazione ambient si inseriscono nel contesto di “Ratlines” accogliendo quella che potrebbe apparire come un’incursione in ambito distante dalla concretezza di un suono sporco e pesante, ma che qui aiuta a comprendere dove abbiano origine gli input presenti lungo tutto Meridians.