THE LONG WIVES, A Collection Of Demonstrations And Demons

The Long Wives

Delicata come una vecchia barca a remi che viene portata a riva da onde lontane in una notte uggiosa, A Collection Of Demonstrations And Demons nasconde in sé la malinconia di chi ha tante storie da raccontare e può permettersi di farlo con una schiettezza quasi inquietante. La voce di Brandy St. John proviene dalle profondità del cuore ed esprime un ampio spettro di emozioni, che paiono rivelarsi con il frequente passaggio da tonalità ruvide ad altre che si lasciano scivolare in un mare di dolcezza, la cui coralità fa affiorare memorie lontane, disperse fra le nebbie del tempo e arenatesi su qualche scogliera abitata da spettri che lo stratificarsi del ghiaccio ha tramutato in sculture vitree. Sono fantasmi sovente ammirati da navigatori che si avventurano per insenature ove i loro ricordi si mescolano all’immaginazione di quello che potrebbe riservare loro il futuro e li osservano perire mentre il tempo pare immobilizzarsi in attimi senza fine. Le melodie contenute in A Collection Of Demonstrations And Demons scorrono lentamente, rammentando le intime ballate di Cat Power e seguendo un andamento scaturito dal propagarsi delle onde sotterranee di una bufera che a miglia di distanza ha trascinato con sé ogni granello di sabbia, riportando in superficie le vestigia di antichi vascelli scalfiti dalla ruggine e avvolti da licheni come fossero delle vecchie ed eleganti signore degli oceani. Le prossime maree le riporteranno nel profondo, donando loro l’illusione di navigare accompagnate da correnti che presto cambieranno direzione, dimenticandosi di quella cullante oscurità. The Long Wives ripercorrerà le strade buie e incerte dei sentimenti umani, dando fugaci pennellate di colore su tavolozze dalle sfumature opache, eppure rivelando quel grigiore che neppure l’empatica Show me where it hurts / And i promise you I will make it worse potrà disperdere.