THE GREAT OLD ONES, Cosmicism

I Great Old Ones sono una band proveniente da Bordeaux, già nota per avere realizzato tre album post-black che, pur essendo contraddistinti da una produzione limpida, rimandano a una concezione atavica di questo stile. Nel loro essere aperte ad accogliere influssi provenienti da differenti approcci alla materia, le strutture delle composizioni richiamano la psichedelia e pur inglobando al loro interno destabilizzanti atmosfere oblique, anelano a una densità espressiva ai limiti del progressive. Nonostante in Cosmicism ci siano elementi assimilabili (anche) a musiche altre, la melodia risulta offuscata da una stratificazione tale da renderla impalpabile e qualcosa di simile avviene similmente per le frazioni più serrate. La chiave di lettura di ciò che realizzano Benjamin Guerry e gli altri musicisti coinvolti nel progetto è da ricercarsi – oltre che nell’immaginario desunto dalle opere di Lovecraft – in un incontenibile fagocitare elementi agli antipodi che talvolta richiamano la musica sacra, ricongiungendosi a quel senso di impotenza cui si collegava l’autore di Providence quando affermava che The most merciful thing in the world, I think, is the inability of the human mind to correlate all its contents. We live on a placid island of ignorance in the midst of black seas of infinity, and it was not meant that we should voyage far. Ogni sfumatura che entra a fare parte di Cosmicism viene riletta in chiave personale e anche se ci sono alcuni punti di contatto con altre formazioni contemporanee, la sensazione è quella che la formazione francese abbia trovato sin dagli albori della propria esistenza una modalità espressiva (quasi) estranea alle dinamiche tradizionali della musica estrema.