TCHORNOBOG, Tchornobog

Tchornobog

Tchornobog è il nome di una divinità slava, tramite cui Markov Soroka intende ricongiungersi alle sue origini ucraine. Il musicista di Portland (Oregon) descrive la genesi di quest’album come a result of heavy meditation in a desert landscape from the perspective of a vessel mountain which harbors a nest for the mind’s eye to be imprisoned. […] The recordings provided here are a sonic journal of empathy, and the desert of I.

A partire dall’incipit di “The Vomiting Tchornobog” si viene investiti da un vortice oscuro e malinconico che non si limita a trasmettere ansia, ma avvalla la ricerca di una catarsi interiore. In questo debutto risalente al 2017 e ora ristampato da Prophecy in collaborazione con Lupus Lounge, confluiscono tanto le atmosfere del progetto Krukh, messo su insieme a Shawn Eldridge (Death Fortress, Funebrarum…), quanto le inflessioni atmosferiche di Aureole, con cui ha già realizzato Alunar (2014) e Aurora Borealis (2016). Nonostante la materia base sia ascrivibile al black, in Tchornobog si innestano elementi affini al death obliquo e rarefatto degli Abyssal, nonché passaggi stratificati dal retrogusto death doom. In un paio di episodi appare Greg Chandler degli Esoteric con le sue linee vocali laceranti, inoltre ci sono strumenti inusuali in questi contesti come sassofono (in “Non-Existence’s Warmth”), tromba e violoncello. Questi emergono da un magma in cui trovano spazio anche le note di un pianoforte a coda e paesaggismi ambient, ai quali si deve l’equilibrio raggiunto nell’alternarsi tra frazioni di una profondità emotiva al limite dell’insostenibile e momenti delicati e meno esasperati.

Quattro brani estremamente complessi danno forma a un album che coinvolge svelando nuovi pattern ritmici a ogni ascolto, facendo emergere da una coltre nera un sostrato melodico talvolta dissonante, ma a suo modo purificatore. A tracce ricche di chiaroscuri umorali corrisponde un apparato testuale non del tutto immediato, che è comunque accompagnato da alcune utili note dell’autore stesso.