SPIRIT ADRIFT, Curse Of Conception

Curse Of Conception è il secondo album degli Spirit Adrift di Nathan Garrett, polistrumentista proveniente dall’Arizona e dedito a una forma di doom che potrebbe essere assimilata a quella di Pallbearer e Khemmis. Con questi ultimi ha anche condiviso uno split intitolato Fraught With Peril (War Crime Recordings, 2016), tramite cui si è chiuso un discorso iniziato con l’ep Behind – Beyond  (Prosthetic Records, 2016) e poi sviluppatosi ulteriormente in occasione di Chained To Oblivion (Prosthetic Records, 2016). Ora, accompagnato da Chase Mason (basso), Marcus Bryant (batteria) e Jeff Owens (chitarra), modifica leggermente le coordinate stilistiche della band, avvicinandosi a una versione contaminata della musica del destino. Non a caso ha rinnovato anche il logo e adottato uno stile differente per l’immagine di copertina, curata da Joe Petagno (Motörhead, Magic Circle…). L’afflato evocativo è affiancato da un dinamismo che – pur contribuendo a donare colore a episodi quali “Earthbound” – priva i brani di quella patina malinconica da cui erano pervasi, mentre permangono struggenti aperture melodiche, cui fanno da contraltare l’inasprirsi delle linee vocali in “To Fly On Broken Wings”. Da un punto di vista esecutivo, l’apporto di una vera e propria band non può che donare maggiore coesione alle nuove “Starless Age (Enshrined)” e “Spectral Savior”, ma toglie loro la dimensione intimista. Buona parte delle uscite doom odierne soffrono del medesimo problema e sono comunque apprezzate da un pubblico che pare ampliarsi sempre più, sino a rendere superflua la delusione provata dallo scribacchino di turno.