SOLILOQUIUM, Contemplations

Contemplations è il secondo album degli svedesi Soliloquium, formazione death doom alla quale non manca uno spiccato gusto melodico, che si rivela per mezzo di ariosi intermezzi semi-acustici e l’alternarsi di momenti sorretti da linee vocali pulite e il ricorso al growl. Le frazioni strumentali sono estremamente interessanti perché riescono a delineare paesaggi sonori malinconici pur inglobando al loro interno cambi di tempo e fraseggi di chitarra assimilabili al post-rock. Le parti vocali più melodiche hanno in sé la fragilità tipica dello shoegaze, ma si deve far notare quanto in verità tutto l’album sia attraversato trasversalmente da una patina intimista che non lascia molto spazio ad emozioni negative. Piuttosto c’è l’esigenza di esprimere con delicatezza uno stato d’animo allo stesso tempo triste e rassicurante. L’immagine di copertina è in tal senso esemplare nel suo evocare passeggiate notturne in solitaria, durante le quali si osservano le luci delle abitazioni in cui probabilmente le persone socializzano, mentre noi attraversiamo da soli le strade della città. Il successore di An Empty Frame (e della racolta di ep Absence) si rivela essere profondo e ben calibrato, mostrando le differenti anime della band di Stoccolma in una manciata di brani eterogenei, eppure legati tra loro da alcuni tratti comuni. Non si tratta di un disco estremamente heavy e sulla lunga distanza risulta essere un pregio, in quanto fa sì che a prevalere siano le melodie intessute dalla chitarra di Stefan Nordström.