SERGEANT HAMSTER

Sergeant Hamster

A noi di The New Noise piace andare a scavare nel profondo della scena italiana, contribuendo a fare emergere realtà che consideriamo essere meritevoli di attenzione. Rientrano in questa categoria anche i palermitani Sergeant Hamster, ai quali cediamo la parola…

Avevamo avuto modo di conoscere alcuni di voi grazie ad esperienze passate in territori decisamente distanti dal sound dei Sergeant Hamster, vi va di raccontarci cosa vi ha spinto a unirvi e come è nata la band?

Simone (voce): La band è nata fra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, e io fui più o meno l’ultimo ad unirsi. Oltre a mio fratello Giorgio, conoscevo già da molti anni Silvio e il primo batterista, David. In quel momento non ero impegnato con altre band. Credo che l’intenzione iniziale degli altri tre fosse quella di dar vita a un progetto che esprimesse un sound più oscuro, quasi doom metal, cosa che effettivamente si può intuire dai brani della nostra prima demo. Poi le cose hanno preso una piega diversa e abbiamo un po’ cambiato rotta.

Possiamo parlare di una scena stoner/psych in Sicilia? Se si, in che modo vi inserite al suo interno?

Giorgio (chitarra): Non abbiamo particolari notizie di una scena vera e propria, ma sicuramente negli ultimi anni, almeno in termini di pubblico, l’interesse per lo stoner/psych e il doom è cresciuto. Gli elementi a riguardo sono frammentari: i concittadini e amici Kali Yuga negli anni ’90 partivano dal legame sotterraneo fra stoner e rock alternativo, i Trinakrius suonano da un buon numero di anni un misto di heavy metal e doom con vaghi accenni stoner, gli Airfish (multiforme gruppo rock sperimentale) proponevano molti anni fa una cover di quel pilastro del genere che è “Dragonaut” degli Sleep, in tempi certamente “non sospetti”. Poi mi ricordo dei Lothus, dei Rhino e, in tempi molto più recenti, di Palmanana e Favequaid. Quasi tutti questi gruppi sono dell’area del palermitano. Per quanto riguarda gli Hamster, cominciammo facendo semplicemente quello che più ci piaceva, senza preoccuparci del fatto che potesse esserci una scena stoner sicula o meno. C’è anche da dire che svariati pezzi del mio gruppo death/grind, gli Haemophagus, incorporano da tempo sezioni sabbathiane in un contesto pero decisamente più estremo di quello degli Hamster.

E guardando più in generale al di fuori della vostra regione, quali sono i gruppi e le realtà con cui sentite affinità o con cui, comunque, vi piace interagire/essere accomunati?

Giorgio: Se ti riferisci al panorama italiano, non credo si possa dire che abbiamo forti legami stilistici con, mettiamo, gruppi come Black Rainbows, Zippo o Doomraiser. La loro proposta e diversa dalla nostra. Questo perché la musica degli Hamster è legata in modo abbastanza diretto al punk (o al low desert punk, se vuoi!), a pezzi come “White Stallion” dei Saint Vitus, “Nothing Left Inside” dei Black Flag o al primo periodo dei Fu Manchu e della loro precedente incarnazione sludge punk Virulence. Le influenze sono molteplici e ovviamente abbiamo riferimenti anche a gruppi come Spirit Caravan, Melvins, Goatsnake, Willard…

Sergeant Hamster

A quanto mi risulta il vostro album è stato realizzato in formato lp e in download. Come mai questa scelta?

Giorgio: pensiamo sia il giusto compromesso per tutti quelli che non hanno un giradischi ma che vogliano comunque poter ascoltare l’album e possedere un oggetto a nostro avviso piu interessante del cd. Inoltre lo vendiamo a un prezzo di poco superiore a quello dei cd nel “nostro” ambiente.

Dato il genere di musica che proponete, immagino siate degli estimatori del vinile. Quali sono quelli a cui tenete maggiormente?

Giorgio: siamo più o meno tutti grandi estimatori del vinile. Ho alcuni box set o prime stampe a cui tengo abbastanza di gruppi come Soft Machine, diSEMBOWELMENT, Autopsy, Pink Floyd, Olivier Messiaen, Disharmonic Orchestra o Dizzy Gillespie. Detto ciò, non sono uno di quelli disposti a spendere 2400 Euro per una stampa mono di Freak Out! di Zappa, ho dei limiti ben precisi. Ogni vinile è un buon vinile!

Quali sono le tematiche trattate nei vostri testi? Esiste un immaginario specifico in grado di attirare la vostra attenzione?

Simone: Di solito nei testi parlo di quello che mi circonda, o delle mie sensazioni. I testi scritti da Giorgio invece riguardano spesso tematiche legate a un immaginario “spaziale”, ma credo che anche a lui piaccia variare.

Sergeant Hamster

Nei vostri brani convivono groove e psichedelia. I due aspetti nascono insieme oppure la forma embrionale dei vostri brani è più diretta e scevra da divagazioni psichedeliche?

Giorgio: Fino al nostro primo lp la stragrande maggioranza dei pezzi nasceva a casa mia sotto forma di home demo da estendere agli altri. Un processo molto lineare, forse un po’ troppo. Ultimamente pero abbiamo scritto dei brani partendo da improvvisazioni o piccole scintille nate in sala prove. Per i pezzi scritti cosi non ci sono regole precise: può nascere tutto da un groove di basso di Silvio, da un pattern di Claudio, cose che cerchiamo di portare in maniera più o meno diretta verso una dimensione compiuta. In effetti non siamo una jam band in senso stretto, ma questo non significa che non ci siano “divagazioni acide”. Ultimamente ci siamo divertiti molto durante alcune improvvisazioni reggae/space dub…

Che tipo di strumentazione ed effetti usate? Siete attenti al recupero di vecchi pedali e amplificatori, oppure vi accontentate di ottenere il suono che desiderate con la strumentazione di cui siete già in possesso?

Giorgio: La mia idea e che, prima di rivolgersi al vintage a tutti i costi, ci si dovrebbe sempre sforzare di ottenere un suono decente a partire da una strumentazione ordinaria. L’insieme dei suoni ricavabili da uno strumento elettrico o acustico senza particolari effetti è enorme. Certo, ci sono amplificatori, strumenti e pedali d’annata fenomenali, oggetti in grado di dare colori insoliti alla musica, ma in assenza di idee musicali valide un fuzz del ’66 non potrà aiutarti in alcun modo!

Vi piace leggere? Quali autori e/o opere avete apprezzato maggiormente?

Simone: Sì, leggo regolarmente, anche se non ho un autore preferito. Citare tutti gli autori che mi hanno appassionato sarebbe impegnativo, ma posso dirti che un libro a cui sono molto legato e “Oblomov” di Ivan Gončarov.

Giorgio: Mi piace molto leggere. In questo momento sto leggendo “Sweet Soul Music” di Peter Guralnick. Apprezzo autori come Lovecraft, Moravia, Mishima, Khalil Gibran, Alexandra David-Neel, Alan Watts e alcuni testi sacri del buddhismo “storico” e dello Zen come il Dhammapada, la Buddhacarita e il Tao Te Ching.

Vi ringrazio per il tempo che avete dedicato nel rispondere alle mie domande. A voi le ultime parole…

Giorgio: Restate sintonizzati sulle novità Hamster, grazie mille, a presto!

Simone: Grazie a te, è stato un piacere!