SECOND SUN, Eländes Elände

Eländes Elände

I Second Sun giungono al secondo album proponendo una forma di hard rock contaminato da stili differenti, che vanno dallo space rock al kraut, sino a sfiorare la primissima NWOBHM. Durante la gestazione di Eländes Elände sono avvenuti alcuni cambiamenti all’interno della band, tanto che il disco si presenta in due parti non poi così distinte, ma registrate da musicisti differenti. Una prima (che va da “Noll Respekt” a “Du Ska Se Att Det Blir Sämre”) è stata registrata da Olle Granat e coinvolge – oltre al fondatore Jakob Ljungberg (ex Tribulation) – Adam Lindfors (Dead Lord), Sofia Rydahl (ex Gravmaskin) e Marcus Hedman (ex Moralens Väktare). Nelle tracce restanti, al posto di Sofia vi è il chitarrista David Grannas e la registrazione è opera di Robert Pehrsson (Robert Pehrsson’s Humbucker, Death Breath & Dundertåget). L’album appare a ogni modo compatto e nonostante la base sia sempre hard rock (Nazareth, ma anche Scorpions di inizio carriera), tra i solchi degli episodi inclusi affiorano richiami a epoche appena precedenti o di poco successive. Rispetto ad altre formazioni contemporanee che s’ispirano agli anni Settanta, i Second Sun appaiono meno heavy e più concentrati sulla costruzione di brani orecchiabili. Il fatto stesso di cantare nella loro lingua madre li rende diretti ed emozionali, quasi istintivi. Le canzoni sono in verità abbastanza strutturate, ma non al punto da apparire complesse e alcuni accorgimenti come le voci femminili e gli interventi psichedelici le arricchiscono al punto giusto, senza che l’ascoltatore si perda in un dedalo di suoni incomprensibili. La registrazione equilibrata e organica conferisce al tutto un sapore autentico, cui si deve la riuscita del disco nel suo insieme.