SACRAL RAGE

Sacral Rage

In anni recenti si sta assistendo a un ritorno alle sonorità classiche degli anni Ottanta: a essere ripresi sono più che altro l’estetica e in parte i suoni di quell’epoca. Poche di queste formazioni hanno però le idee necessarie per andare avanti, tanto che di alcune si sono già perse le tracce. Tra le più giovani, i greci Sacral Rage hanno goduto fin dagli inizi di un ottimo seguito e il nuovo album Beyond Celestial Echoes conferma le ottime impressioni avute in occasione del debutto Illusions In Infinite Void. Di questo e altro abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con il cantante Dimitris Kartaloglou. Buona lettura…

Per iniziare, per favore presenta la band ai nostri lettori condividendo con loro qualcosa di rilevante per voi in qualità di band…

Dimitris Kartaloglou (voce): Ciao Samuele e grazie per quest’intervista. Noi siamo Dimitris K alla voce, Marios P alla chitarra, Spyros S al basso e Vangelis F alla batteria. Ci siamo formati nel dicembre 2011 e da allora abbiamo realizzato un ep intitolato Deadly Bits Of Iron fragments, il nostro primo full length Illusions In Infinite Void e in questi giorni il nostro secondo album Beyond Celestial Echoes inizierà il suo viaggio extraterrestre.

Dovendovi chiedere in che modo descrivereste la vostra stessa musica, quali parole scegliereste e perché?

Intensa, veloce, oscura, complessa e letale. Suppongo che quando qualcuno ascolta la nostra musica, capisca questa descrizione.

Beyond Celestial Echoes racconta una storia sci-fi riguardante un androide alieno (UL) e segue il suo peregrinare attraverso lo spazio e il tempo. Qual è la ragione che vi ha spinto a scegliere tale argomento per accompagnare la vostra musica? Ha un significato profondo e c’è una qualche metafora dietro questa storia?

In realtà non racconta nulla di UL. UL è soltanto colui che racconta a noi le sue storie. È una persona che ci nutre con la sua conoscenza e con le sue osservazioni spazio-temporali, in modo da mantenere l’ispirazione. La maggior parte delle nostre canzoni sono storie indipendenti le une dalle altre e fanno eccezione solamente due trilogie. Le tematiche sci-fi sono sempre state intriganti in quanto hanno a che fare con ciò che è sconosciuto. Con questo in mente, avete tutta la libertà di cui necessitate per esprimere voi stessi.

La vostra musica è diretta e allo stesso tempo piena di passaggi tecnici che mantengono alta l’attenzione dell’ascoltatore. Mi chiedo in che modo proviate le canzoni: gli elementi tecnici nascono insieme a quelli più aggressivi della vostra musica oppure vengono elaborati separatamente? In che modo lavorate su di un nuovo pezzo?

Il più delle volte, Marios realizza delle versioni demo delle canzoni e le presenta al resto della band, oppure Spyros lavora sulle sue idee in modo da attuare gli arrangiamenti necessari e completare le sue canzoni. Allora compongo le melodie vocali e dopo questo proviamo insieme le canzoni, apponendo piccoli cambiamenti qui e là. Sarebbe difficile ottenere un risultato del genere improvvisando, perché la nostra musica è serrata e presenta numerosi dettagli e cambi di registro.

Ho sentito fare riferimento a band quali Helstar, Voivod e Watchtower, ma credo che abbiate un suono personale, più orecchiabile (nel senso buono del termine) e sempre pronto ad accompagnare il tema delle canzoni e il suo svolgimento. Questa attenzione al risultato finale è rilevante durante il vostro processo creativo?

Grazie per quello che hai scritto. Ritengo che uno degli obiettivi principali che una band debba avere sia quello di raggiungere una propria identità. Tentiamo di esprimere la nostra musica alla nostra maniera, traducendo le nostre influenze e non soltanto copiandole. La visione finale viene fuori naturalmente, in quanto suoniamo insieme da tempo e il legame musicale che ci unisce diviene più solido di anno in anno.

Quali erano i vostri piani quando avete fondato la band nel 2011? Avevate già in mente qualcosa di differente rispetto al semplice uscire per suonare insieme?

Non direi che avessimo un piano predefinito, ma so che a partire dal primo giorno volevamo che il nostro obbiettivo fosse quello di comporre canzoni efficaci e con la giusta attitudine. Rendere la band in grado di ottenere maggiore successo, prendendo le giuste decisioni, era qualcosa che avevamo in mente, ma ancora una volta la nostra priorità era la musica stessa. Forse i primi tempi ci andava bene “uscire per suonare insieme”, ma ora, dal momento che desideriamo proporre qualcosa di più completo, spendiamo parecchie energie nelle nostre idee ancora prima di realizzarle.

Da quando avete realizzato Deadly Bits Of Iron Fragments avete incorporato maggiori elementi progressive e alcuni accenni al metal estremo, pur rimanendo fedeli alle vostre radici heavy metal. Credi che il vostro suono si sia evoluto al fine di rappresentare al meglio i temi trattati nelle canzoni oppure – al contrario – i temi stessi si sono evoluti in maniera tale da accompagnare la musica al meglio?

Questa è davvero una buona domanda, alla quale non abbiamo mai pensato. Se ci penso in questo momento, prima si è evoluta la musica e successivamente i temi delle canzoni. Questa è la maniera in cui lavoriamo la maggior parte delle volte. La musica viene prima e solo dopo pensiamo a quale argomento trattare, in accordo con le sensazioni sprigionate dalla musica. In generale, con ogni pubblicazione, desideriamo presentare sempre la parte migliore di noi e cerchiamo di non ripetere i nostri passi precedenti.

Credi che la musica debba parlare per se stessa o che richieda invece una controparte testuale? In breve, date ai testi la medesima importanza che alla musica?

Certo! Come band devi dare lo stesso peso ai testi e alla musica, in modo da presentare agli ascoltatori qualcosa di completo. La verità è che come individui non diamo a tutto lo stesso peso. Per esempio i chitarristi sono più concentrati sulla musica e meno sui testi. I cantanti mettono più impegno nella scrittura dei testi e così via. È qualcosa che ha senso, dal momento che definisce la natura del ruolo che ognuno ricopre in una band.

Mi ha intrigato la vasta gamma delle parti vocali. Direi che si tratta di un approccio atipico per la scena odierna. Come mai avete scelto di spingerle a un livello tale e quali artisti ti hanno influenzato quando hai cominciato a cantare?

Dal primo giorno che ho iniziato ad ascoltare metal, ricordo di essere stato impressionato da cantanti con linee vocali estremamente alte. Non riuscivo a credere che gli umani potessero cantare in questo modo. Quando da adolescente ho messo su la prima band insieme ai miei amici, la prima cosa che ho fatto tenendo in mano il microfono è stata urlare. È stato maldestro, bizzarro e fuori tono, tanto che tutti mi hanno guardato male, ma era perfetto. Quindi non c’era altra possibilità per me. La mia gratitudine eterna per il contributo al mio modo di cantare va, tra gli altri, a: Midnight, Steve Grimmett, David Defeis, Warrel Dane, Harry “The Tyrant” Conklin, Alan Tecchio, John Stewart e King Diamond.

Che cosa potete dirci a propositi dell’aspetto visivo dei vostri album? La copertina di Illusions In Infinite Void era oscura, mentre la nuova è piena di colori. Sono in relazione tra loro oppure si riferiscono a una canzone specifica?

Il fatto che quella di Illusions fosse più oscura e che invece la nuova sia maggiormente vivida non era qualcosa di programmato. È stato solamente il modo in cui gli artisti hanno lavorato su ognuno degli album. La grafica di Beyond è di fatto una rappresentazione di uno dei capitoli della trama di “The Glass”. Sulla sinistra c’è Dane, personaggio principale di questo concept, con i suoi compagni guerrieri, mentre dall’altra parte ci sono “Devastator” e la sua gang. Al fine di comprendere cosa sia accadendo, dovete leggere la storia e il testo di “The Glass”.
Il collegamento tra le due pubblicazioni esiste tanto a un livello visibile, quanto a un livello invisibile. Quello visibile è apportato da “Samsara (L.C.E.)”, che è la terza parte della trilogia “Lost Chapters E.” (le altre due parti sono nel nostro disco precedente). L’invisibile è invece costituito dalla persona che abbiamo adottato, gli androidi costruiti dalla razza aliena UL. Ogni storia nei nostri album si riferisce a ciò cui UL sta assistendo durante il suo viaggio nello spazio e nel tempo.

Non suonando, mi chiedo spesso sino a che punto i musicisti siano addentro gli aspetti della produzione del loro disco. Ritenete che sia un lato importante della vostra musica e perché? Chiedo in quanto oggi la maggior parte delle persone ascolta la musica in formato MP3, FLAC… e probabilmente non sa nulla riguardo a come debba suonare un buon disco e forse considera questi aspetti come sopravvalutati.

È importante tanto quanto la qualità delle canzoni contenute nell’album. Senza la produzione giusta non saresti mai in grado di convincere e trasmettere le sensazioni che desideri. Ma non sottovalutare il potere delle nuove modalità di ascolto della musica. Tutte le produzioni serie e i produttori capaci devono tenere conto di come vanno le cose oggigiorno. Un disco deve suonare nel modo giusto sia che fuoriesca da piccoli auricolari, sia che esca da un imponente sistema stereo. Dunque questo è un test che una buona produzione deve superare. Per quanto riguarda la prima parte della tua domanda, ognuno di noi ha un’idea di base su come vogliamo che venga fuori l’album e, a seconda di come procedono le registrazioni, comunichiamo I nostri desideri all’ingegnere del suono.

In che modo siete entrati in contatto con Cruz Del Sur? Conoscete altre band del loro catalogo?

È stata Cruz Del Sur a contattarci per prima e a offrirci un contratto. Nel 2014 abbiamo realizzato un promo, lo hanno ascoltato e ci hanno preso. Si è rivelata essere una delle cose migliori che ci siano accadute, infatti la collaborazione va alla grande. Comprendono la nostra visione e la maniera in cui vogliamo fare le cose. Conoscevamo già Cruz Del Sur per il suo catalogo e per le band che ne fanno parte. Questa etichetta ha pubblicato alcuni grandi album di band quali Slough Feg, Septagon, Magister Temple, Battleroar, Hammers Of Misfortune, Atlantean Kodex e Gatekeeper. Siamo orgogliosi di fare parte di questa squadra.

Esiste la possibilità che giriate in tour per l’Europa e l’Italia per promuovere l’album? Avete pianificato qualcosa?

Stiamo pianificando i nostri prossimi concerti all’estero e avrete presto notizie. Stranamente non siamo mai stati in Italia, ma è nella nostra lista delle cose “da fare”. Non sfuggirete alla forza della “hi-tech Lunacy”.

Mille grazie per il vostro tempo. Chiudete l’intervista come preferite….

We want to thank you again Samuele.
Supportare il metal, non le finte tendenze! Supportare la vera scena underground!