SACRAL RAGE, Beyond Celestial Echoes

Beyond Celestial Echoes

I Sacral Rage sono una formazione greca quasi unica all’interno del panorama metal attuale, in quanto si rifanno a un suono autenticamente anni Ottanta pur non essendo per nulla derivativi. Per descriverli sono stati evocati nomi come Helstar, Coroner e Watchtower, rendendo l’idea quantomeno delle emozioni che l’album di debutto Illusions In Infinite Void ha suscitato in molti appassionati di heavy metal. Le loro composizioni affondano le loro radici nello speed metal, ma sono contraddistinte da una complessità tale da renderle tangenti al progressive più aggressivo. Trattano tematiche che potrebbero essere definite a grandi linee sci-fi e soprattutto in Beyond Celestial Echoes si prestano a ritmiche almeno in parte debitrici nei confronti dei Voivod, accompagnate da linee vocali estremamente versatili. Nei momenti tirati si ha l’impressione di ascoltare gli Agent Steel, ma come detto nella loro musica vi è molto di più, in quanto la tendenza ad andare veloci è controbilanciata dalla ricerca continua di passaggi dissonanti. Oltre ad apparire perfetti nel richiamare un immaginario futuristico, conferiscono ai brani uno spiraglio di luce, permettendo ai musicisti di esprimersi anche in fase solista, riprendendo dal punto di vista concettuale la storia di UL, androide alieno che detiene la conoscenza della tecnologia evoluta e viaggia nello spazio e nel tempo alla ricerca dell’energia sufficiente per permettergli di vivere in eterno. Vi è quindi una profondità che va oltre i confini della musica stessa, cui si deve la magia sprigionata dai solchi della conclusiva “The Glass”.