SAARISELKA, The Ground Our Sky

SAARISELKA, The Ground Our Sky

Saariselka ha origine dall’incontro tra due allievi di Pauline Oliveros: Marielle Jakobsons e Chuck Johnson. Si avvalgono di un piano elettrico Fender Rhodes e di una chitarra pedal steel dal suono estremamente profondo, aggiungendovi note originatesi da un organo o da sintetizzatori, che donano a The Ground Our Sky un retrogusto collocabile in una zona intermedia tra folk e ambient. Del primo si ritrovano le pacate linee vocali e l’atmosfera agreste, mentre della seconda le strutture quasi inafferrabili ed estremamente rarefatte. Laddove in effetti Johnson viene da quel mondo e ha già realizzato Balsams (Vin Du Select Qualitite/Thin Wrist Recordings, 2017), Jakobsons ha fatto parte del duo strumentale Date Palms insieme a Gregg Kowalsky. Qui sviluppa ulteriormente la propria ricerca sonora attingendo a un microcosmo in cui ogni elemento si inserisce nel contesto divenendone un elemento imprescindibile. Il titolo stesso fa riferimento a un’idea di appartenenza agli elementi della natura, tanto che there is a Norse old myth that says the great northern glaciers stored energy until they burst with flourescent light, creating the Aurora Borealis. Saariselka is inspired by the meeting of earth and light, where slowly moving land masses merge with enveloping light fields. È quasi riduttivo discorrere di questa collaborazione considerandone la più o meno marcata forza espressiva, perché essa stessa trascende le regole (non scritte) di interazione tra musicisti e fruitori di quanto realizzato. Quasi assume le sembianze di una colonna sonora in cui ogni nota descrive luoghi, avvenimenti e sensazioni differenti, inducendo a immergersi in una dimensione atemporale. Avvolgente.