ROTTING KINGDOM, A Deeper Shade Of Sorrow

I Rotting Kingdom provengono da Lexington (Kentucky) e hanno realizzato A Deeper Shade Of Sorrow a quasi tre anni di distanza da un ep omonimo che li vide prendere le distanze dalle sonorità più estreme dei Tombstalker, formazione da cui provengono parte dei musicisti coinvolti in questo progetto doom death. La loro formula è intrinsecamente legata alla scuola est-europea, quella per intenderci che a una materia base death aggiungeva fraseggi malinconici e ritmiche cadenzate che si intersecavano le une con le altre divenendo un unità. Anche negli USA c’erano gruppi assimilabili a questo stile (Dusk, Thorns Of The Carrion…), ma dal punto di vista estetico tornano alla mente soprattutto Neolithic e Cemetery Of Scream. Si rileva il desiderio di adottare un suono classico, affine al death delle origini, applicandovi quegli accorgimenti stilistici tipici del doom come melodie oblique e linee vocali laceranti. Le origini dei Rotting Kingdom si rivelano pienamente in “Decrepit Elegance”, di fatto un episodio death un po’ flemmatico con chitarre dissonanti. Vi è una sottile tensione che lega le tracce estreme a quelle in cui si rilevano atmosfere sinistre (“The Antechambers Of Eternity”), oltre a una naturalezza espressiva disarmante. Fughe soliste e frammenti più dinamici corroborano l’idea che questi ragazzi siano cresciuti ascoltando diverse forme di musica del destino, arrivando a concepire un album che pare essere stato registrato nel 1995. Nostalgia.