REALMBUILDER, Blue Flame Cavalry

Realmbuilder

Heavy metal dalle tinte epiche, la cui resa sonora ricorda qualche nastro polveroso riesumato dagli scaffali di un magazzino. Se Blue Flame Cavalry fosse stato registrato nel 1984, sarebbe oggi considerato un classico minore della scena statunitense, mentre è probabile che in quegli stessi anni Jeff Herriott Halberd e Craig Zahler fossero dei ragazzini immersi nella lettura di grossi volumi fantasy (cui ora devono l’ispirazione per le tematiche trattate nei testi dei Realmbuilder). Quella intrapresa è la ricerca delle origini di una maniera di intendere l’heavy metal compromessa dall’avvento dello speed e dal falso mito che il genere debba necessariamente essere violento. Il recupero di quella soave capacità evocativa, cui si deve la magia emanata dai solchi dei primi album di Manilla Road e Cirith Ungol, oggi è possibile grazie all’operato dei Dawnbringer e del duo di New York. Naturale si tratti di un approccio alla materia che, pur essendo stato ampiamente rivalutato, difficilmente potrà incontrare i favori di chi è assuefatto alle produzioni contemporanee. La passione riversata in una manciata di brani colmi di fascino saprà raggiungere le orecchie di quelli che desiderano dedicare il proprio tempo a un lavoro composto e suonato con il cuore.