PURPLE HILL WITCH, Celestial Cemetery

Celestial Cemetery segue al debutto omonimo (2014), apportando alcune variazioni significative alla formula dei norvegesi Purple Hill Witch, spostata ora su territori sempre più affini al (proto) doom. Di quanto proposto nell’ep Alchemy (2013) resta solamente la forma esteriore e una mai sopita vena psichedelica, in quest’occasione accompagnata da marcati riferimenti a gruppi come Witchfinder General. Tra i solchi delle loro composizioni vi è in effetti un tocco NWOBHM, ma a colpire maggiormente sono la raggiunta sintesi tra vibrazioni ascrivibili a differenti forme della musica del destino e le linee vocali ispirate di Kristian Ingvaldsen (Flight, Pulsar, Condor). Non sono da meno le parti di chitarra e la sezione ritmica, composta da Andreas Schafferer (basso) e Øyvind Kvam (batteria). Gli episodi inclusi si delineano quali fulgidi esempi di ciò che questa musica dovrebbe trasmettere: un filo di malinconia sovrastato da un’inesauribile energia e da atmosfere velatamente macabre. L’equilibrio tra questi elementi è una chimera per molte formazioni contemporanee e solo in pochi possono permettersi di raggiungerlo, ancor più  se tra i solchi di episodi quali “Ghouls In Leather” traspare una visione d’insieme personale e ben definita. Imperdibile.