OGRE, The Last Neanderthal

Ogre

Per chi segue la scena heavy metal italiana, Minotauro Records rappresenta un punto di riferimento da cui partire per la riscoperta di formazioni di immenso valore storico. In particolare. il dark sound plasmato da Paul Chain, The Black e Run After To ha avuto riscontri oltre i confini delle Alpi ed è stato portato dal vento e dalle onde sino nel Maine, dove hanno avuto origine gli Ogre. Attivi con questo nome nella scena di Portland a partire dal 1999, Ed Cunningham (basso e voce), Ross Markonish (chitarra) e Will Broadbent (batteria) si sono fatti notare per mezzo di un demo e tre lp ben noti ai cultori del movimento heavy rock, esibendosi lungo la East Coast e in Giappone, in compagnia di Church Of Misery e Blood Farmers. Dopo alcuni anni di silenzio, hanno pianificato la registrazione di un nuovo ep che è poi divenuto un lp: The Last Neanderthal affonda le radici nell’hard rock, nella psichedelia (“Bad Trip”), nel blues e talvolta nel funk (la cover di “Soulless Woman” di un’omonima band anni Settanta). Le composizioni sono mediamente lunghe ed evocative ( “The Hermit”), e non disdegnano inflessioni dal retrogusto country (“White Plume Mountain”), mentre i testi traggono ispirazione dalla letteratura fantasy e fantascientifica, in particolare “Nine Princes In Amber”, basata sui racconti di Roger Zelazny. Un ritorno che conferma le doti di una delle formazioni (proto) doom maggiormente significative.

Tracklist

01. Shadow Earth
02. Nine Princes In Amber
03. Bad Trip
04. Son Of Sisyphus
05. Soulless Woman
06. Warpath
07. White Plume Mountain
08. The Hermit