OCTOBER 31, Bury The Hatchet

October-31

Gli October 31 sono dei fieri retrogradi del sacro metallo, dei quali si sentiva parlare sul finire dei Novanta. Per chi scrive, loro e pochi altri di quel periodo incarnano il concetto di heavy metal. Non necessariamente per la qualità dei brani, urlati con tutta l’energia che avevano/hanno in corpo, quanto per l’approccio alla materia. Non più giovanissimi, ma ancora mossi da una travolgente passione per quello che fanno, inglobano un pizzico di attitudine thrash e regalano riff come non se ne sentivano da eoni. La cosa divertente è che si pongono in maniera un po’ sboccata, per poi sorprendere con assoli da capogiro: dopo la partenza con il botto di “Tear Ya Down”, il tiro s’incrina leggermente e sembrano stancare, ma si riprendono con “Down At Lover’s Lane” e “The House Where Evil Dwells”, in cui assumono delle sfumature horror. Da qui in poi sarà un crescendo e raggiungeranno l’apice in occasione di “Growing Old”, il cui testo esemplifica a che personaggi ci si trova dinanzi con Bury The Hatchet: vecchi, brutti e metallari, ma con una carica di energia a dir poco devastante.