Nurse With Wound, Craig Leon, Contrastate e altri a Pordenone (11-12 ottobre)

Riceviamo il comunicato da Scenasonica di Pordenone e pubblichiamo. Unica cosa scritta di nostro pugno: la bio dei Contrastate, dato che siamo fan.

Scenasonica Congresso è il festival di musica elettronica e contemporanea che si tiene a Pordenone nel convento sconsacrato di San Francesco, nel cuore storico della città, a completamento della rassegna annuale “Scenasonica”.

Due giornate, venerdì 11 e sabato 12, con due headliner importanti: Craig Leon (USA) e Nurse With Wound (UK). Punti in comune: la ricerca, il sound originale, per scoprire, di colpo, che esistono ancora nei circuiti indipendenti artisti che producono e suonano “per davvero” musica straordinaria.

L’idea nasce dalla collaborazione di Scenasonica con l’etichetta Old Europa Cafe e presenta, in due giorni, il meglio dei due rispettivi progetti, con un occhio di riguardo all’elettronica “applicata” al new jazz, all’indie psych, all’ambient, all’industrial e ad ulteriori sottogeneri.

Gli artisti spesso snobbati dai grandi circuiti e festival, le band coraggiose che faticano ad emergere nonostante instancabili tour ‘underground’ in giro per il mondo, da qualche anno trovano in Pordenone un porto di attracco sicuro, un luogo che li ospita, permette loro di esprimersi, produrre video e di recente mette anche a loro disposizione uno studio di registrazione ed etichette per produrre e distribuire la loro musica.

Nell’atmosfera quieta ma evocativa di un ex convento del 1400, le esibizioni pare aumentino la loro intensità, con un pubblico oramai attento e fedele, abituato alle regole del posto: all’interno della chiesa/venue non si beve o fuma, ma ci si immerge nella performance, per poi “decomprimersi” – o semplicemente discutere di quanto appena visto – in uno splendido, piccolo chiostro.

Scenasonica Congresso è un festival che permette di approfondire una visione della musica “alternativa” e di vivere un’esperienza unica anche attraverso le performance artistiche realizzate dal vivo da pittrici, sperimentatori elettro-meccanico- acustici ed eventi musical-rituali appartenenti alla tradizione montana delle nostre zone.

La line-up del primo giorno è composta da Satelliti (Italia), Sir Was (Svezia) e Craig Leon (Stati Uniti), mentre la seconda giornata da Roma Amor (Italia), Contrastate (Regno Unito) e Nurse With Wound (Regno Unito/Irlanda). Completano le serate performance del collettivo N.a.i.f., il gruppo rituale Qdor, la pittrice Marta Vania Polli per instillare elementi ‘local’ in due serate dal respiro internazionale.

Prevendita venerdì 11

Prevendita sabato 12

Prevendita pass per entrambi i giorni

Craig Leon è un produttore e musicista americano ora trapiantato a Londra. Ha prodotto album di Talking Heads, Ramones, Suicide, Blondie, nonché diversi progetti e produzioni cha vanno dall’ambient elettronico all’industrial. Si può considerare, insieme ad altri nomi come Vangelis, Giorgio Moroder, John Carpenter, uno dei “vecchi leoni” della musica elettronica, con almeno un album in carriera (Nommos, recentemente ristampato) che è una pietra miliare nella storia dell’elettronica ambient.

Nurse With Wound è il progetto che ruota attorno a Steve Stapleton da quarant’anni. Precursore della musica “Industrial”, ma influenzato da molti generi diversi (kraut, avanguardia, musica concreta, senza dimenticare, a livello non strettamente sonoro, reminiscenze dada, futuriste e surrealiste), NWW fa parte dello stesso universo di Current 93 e dei Coil, tant’è vero che molti sono stati gli incroci tra le rispettive formazioni. A unificarli, comunque, è soprattutto la pura unicità della visione musicale ed artistica.

I Satelliti sono uno stupefacente duo elettronico/prog/jazz che ha già lasciato letteralmente a bocca aperta il pubblico di Pordenone negli anni scorsi, e che ora ritorna per presentare il nuovo album che registrerà dal vivo la sera stessa dell’evento.

 

I Sir Was vengono definiti come uno dei nuovi gruppi più interessanti dell’anno in ambito “indie psych”, con contaminazioni hip hop ed elettroniche. Meraviglia quanto si trovino a loro agio con musica orecchiabile ma al tempo stesso incredibilmente creativa. Sono la prova vivente che (per fortuna) il pentagramma ci riserva ancora molte sorprese.

I Roma Amor sono un duo italiano che potremmo definire quasi di “chansonnier”. Testi duri ma profondi, ben cantati/recitati, e sono l’esempio di quanto la matrice industrial sia presente anche nel cosiddetto “neo folk”.

Contrastate: nascono nel 1987 da Jonathan Grieve e Stephen Meixner, ai quali nel 1992 si unisce Stephen Pomeroy. Si fermano nel 2000, ma tra ristampe, compilation, carriere soliste e qualche live continuano a esistere. La musica? Dischi particolarmente atmosferici e bui, con brani molto lunghi (caratteristiche che rimarranno sempre), con un alternanza tra crescendo di volume molto fisici e fasi. Jonathan Grieve è di fatto un ottimo attore che recita testi satirici e surreali: a volte sembra di ascoltare una preghiera, altre qualche strana canzonetta, altre ancora abbiamo a che fare con puzzle sonori. Esempio estremo dell’imprevidibilità e della follia del progetto è Goodbye Great Nation, realizzato in collaborazione coi Tiger Lilies, un trio descritto con l’etichetta di “anarchic castrato blues”: è una presa in giro dei Windsor e delle loro vite (all’epoca Diana è ancora viva, dunque siamo in pieno isterismo mediatico). La critica ritiene che il materiale migliore dei Contrastate sia A Live Coal Under The Ashes (sulla situazione post-comunismo dell’Europa centro-orientale) e Throwing Out The Baby With The Bathwater, un disco nel quale si parla della mancanza di senso critico e la fine della ricerca di nuove alternative nella/alla nostra società.