Numenorean, ritratti emozionali

Numenorean

Adore è un album emozionante e cresce con gli ascolti, rivelando ogni volta nuovi particolari e cambiando così ciò che rappresenta per la nostra interiorità. Trae ispirazione dal post-black metal, per poi farlo convivere con inflessioni melodiche permeate da una malinconia allo stesso tempo dolorosa e rassicurante. I Numenorean sono canadesi, eppure tra i solchi dei loro brani si insinua un gusto compositivo più ampio, che trascende generi  barriere geografiche. Abbiamo avuto il piacere di addentrarci nel loro mondo approfondendo la genesi dell’album e altro ancora tramite le parole di Byron Lemley…

Innanzitutto, come descrivereste la vostra musica a qualcuno che non conoscesse bene rock e metal? Quale è il vostro obiettivo principale, come musicisti?

Byron Lemley (chitarra): È sempre strano descrivere la musica a qualcuno che conosca determinati stili, ma forse il modo migliore per illustrare quello che facciamo è dire che ci mettiamo esclusivamente pura emozione. Non ci preoccupiamo troppo di rientrare in un certo stile o genere, ed è qualcosa che rende piuttosto libero il processo creativo. Essere soddisfatti di quello che componiamo è la sola cosa che conta. Per noi, questo è un album riuscito.

Vorreste condividere con i nostri lettori alcuni ricordi del vostro incontro e della successiva decisione di suonare insieme e di trovare un modo per esprimere le vostre emozioni?

La band è nata con me e mio fratello gemello Brandon. Trovare le persone giuste è stata una grossa sfida, ma le cose hanno funzionato sia con chi ha lavorato con noi in precedenza, sia con chi è assieme a noi adesso. Tutta la musica è davvero solo la “timestamp” di dove, in quel momento, qualcuno si trova a livello emozionale, quindi noi siamo passati attraverso tanti compagni di band, tante personalità e risultati creativi differenti per essere ciò che siamo ora, e tutto questo non l’avrei fatto in nessun altro modo.

In Canada c’è una scena black metal peculiare, eppure sembrate distinguervi dagli altri gruppi, soprattutto a causa della presenza di melodie commoventi nella vostra musica. Avevate in mente di creare qualcosa del genere sin dall’inizio, oppure si tratta piuttosto di un’evoluzione del vostro gusto compositivo e delle vostre emozioni?

Non ho davvero idea di cosa stia accadendo all’interno della scena black metal canadese e neppure più in generale della nostra scena metal. Abbiamo sempre avuto le nostre influenze principali a partire dalla formazione della band, ma ora cerchiamo ispirazione in una più vasta varietà di cose, distanti dalla comunità che ci circonda.

Nelle vostre canzoni, i frammenti black metal sono indiscutibilmente legati alle melodie e agli stupendi interludi (per lo più strumentali). In che modo componete o provate i vostri brani? Ad essi sottosta un processo comune, oppure crescono ogni volta in una maniera differente?  

La maggior parte delle canzoni partono da delle fondamenta basilari che porto alla band e da lì lavoriamo sugli arrangiamenti e aggiungiamo le linee vocali. Il come un’idea iniziale venga presentata può modificarsi ogni volta, in quanto non abbiamo una formula precisa nello strutturare i brani. Si tratta sempre di dove  la canzone stessa ci guida, e noi non facciamo altro che adattarci ad essa.

Numenorean

Com’è vivere in Canada e in particolare nella vostra provincia? Siete ragazzi di città oppure vivete immersi nella natura? Ritenete che l’ambiente circostante possa essere considerato una fonte di ispirazione per la vostra musica? Se sì, in che modo?

Viviamo tutti in città, anche i due nostri nuovi compagni David e Roger, che vivono a Winnipeg, a dodici ore di distanza. Ci immergiamo nella natura selvaggia che ci circonda, ma non credo sia un fattore essenziale per la nostra musica. Non è semplice vivere nel comfort in quest’area, quindi ritengo ci sia un fattore ambientale che in qualche maniera si insinua nella musica.

Le vostre emozioni vengono espresse attraverso delicate immagini poetiche, che sono aperte a molteplici suggestioni. Apprezzo il modo in cui risuonano pur non rivelandosi in maniera esplicita. Potresti andare un po’ più a fondo nel vostro immaginario testuale?

Ho scritto solamente il 25% dei testi, con il resto diviso tra altri due dei miei compagni. Abbiamo avuto un tema generale per Adore e può essere sintetizzato ricorrendo ai versi della traccia omonima. “I feel whole again, I feel Low again”.  Tutti i testi di Adore descrivono la percezione degli alti e bassi della vita di ognuno, uniti dall’idea di perseguire la speranza nel continuare il proprio viaggio.

L’immagine di copertina di Adore è oscura e al tempo stesso rassicurante. Non saprei spiegarne il motivo, eppure ho la sensazione che si tratti di un particolare di qualcosa di più accurato che debba ancora svelarsi nella sua complessità. Vi ritrovate in questa interpretazione e cosa potete dirci riguardo al tema sottostante quest’opera?

Ognuno di noi ha la propria idea riguardante quello che l’immagine di copertina rappresenta per noi. È abbastanza ambigua, ed è esattamente ciò che avevamo in mente sin dall’inizio. Permette a noi e a qualunque ascoltatore di estrapolare il proprio significato da quest’opera d’arte e dunque anche dalla musica nella sua totalità.

Devo ammettere che adoro (scusate il gioco di parole) anche le foto promozionali che accompagnano l’album. Che cosa pensate a proposito del ruolo dell’immagine di una band contemporanea? Pensate sia rilevante? Ricordo che da ragazzo ero attratto da una band anche a causa di come si presentava, ma non posso dire sia ancora oggi un reale valore aggiunto….

Ritengo sia ancora oggi una parte importante di ciò che facciamo. Un album completo – musica, aspetto visivo, presentazione e il complessivo arco tematico – potrebbe essere un’arte destinata a scomparire, ma è sempre stato e continuerà a essere un obiettivo che almeno noi perseguiamo.

Numenorean

La produzione dell’album è superba. Cosa potete raccontarci a riguardo e in generale a proposito delle vostre esperienze in studio sino a oggi? Siete quel tipo di musicisti che spendono molto del loro tempo alla ricerca del suono più adatto a valorizzare la loro musica?

In occasione del nostro album precedente, Home, mi sono occupato quasi totalmente dell’ingegneria del suono e ho affidato la parte di mix a Josh Schroeder.  Con Adore abbiamo passato tutte le fasi della registrazione a Josh, comprese masterizzazione e produzione. Sapevamo cosa desideravamo per evolverci nella successiva versione di noi stessi e lui è stato l’unica persona che abbiamo contattato e di cui ci fidavamo. Era tutto ciò di cui necessitavamo e anche di più, per cui lo abbiamo percepito come sesto membro della band durante l’intero processo di realizzazione di Adore.

Grazie per il tempo che avete speso nel rispondere alle mie domande. Potete chiudere l’intervista come preferite… magari scrivendo qualcosa di importante che ho tralasciato.

Grazie per le domande ponderate. Speriamo di vederti prima o poi durante un nostro concerto.