NICHOLAS MERZ, The Limits Of Men

Nicholas Merz (Darto) realizza il suo primo album solista facendosi accompagnare dai musicisti della band. Si ritrovano così ancora una volta insieme, anche se a loro si aggiungono Hiroshi Matsubara, Jerffery White e Michael Blackbird. The Limits Of Men è però il disco di Nicholas, quello che in una certa misura lo riporta ai suoi anni formativi trascorsi a Duvall (Washington). A partire dal singolo “Billed Rose”, i brani in esso contenuti fanno propria l’estetica musicale country fondendola con il folk e con sparute incursioni in territori indie. Vi sono l’afflato narrativo di Neil Young e al contempo i paesaggi sconfinati degli USA e l’approccio minimalista alla materia: pochi arrangiamenti scelti accuratamente e rari interventi strumentali cui si aggiungono voci di accompagnamento. La timbrica baritonale di Merz conferisce a “The Great American Tail” il sapore desertico accennato anche nel resto del disco, ma è come se volesse avvertire l’ascoltatore della necessità di riascoltare l’album da capo per carpirne le sfumature finora sfuggitegli. Da un punto di vista testuale, si denota la critica verso i temi tipici della subcultura americana e minore spazio è concesso alla vera e propria indagine dei propri sentimenti. Ciò rafforza la sensazione che The Limits Of Men, nel suo essere concettualmente orientato verso argomenti di natura sociale, nonché vagamente politicizzato, accolga e al contempo rifugga dagli stilemi della musica cui esso stesso trae ispirazione. Forse si tratta di un disco di non facile comprensione per il pubblico europeo, ma i cultori di queste sonorità potrebbero considerarlo in maniera differente…