MORTUOUS, Through Wilderness

MORTUOUS, Through Wilderness

I Mortuous di San Jose (California) non sono un gruppo estremamente produttivo, ma la loro flemma li ha portati a realizzare un debutto intenso e sfaccettato. Through Wilderness è stato pubblicato nel 2018 da Tankcrimes e Carbonized Records in Nord America, riscuotendo un ampio consenso che gli è valso la ristampa in Europa da parte di Dawnbreed Records. Nel frattempo hanno condiviso uno split con gli Scolex di Oakland, autori di un solo ep (Torn From Beyond, 2013) e hanno macinato riff in compagnia degli Skeletal Remains di Whittier in una manciata di date. L’album ha iniziato a farsi notare nei circuiti death metal, anche grazie alla partecipazione di musicisti non proprio di primo pelo (Chris Reifert, Danny Coralles e Derrel Houdashelt). Gli stessi componenti della band hanno maturato esperienze significative suonando con Exhumed, Repulsion, Atrament e Phrenelith, condividendo con questi ultimi un approccio multiforme al death metal.

In un pezzo come “Beyond Flesh” ci sono tanto la lentezza esasperante degli Incantation quanto la tendenza a dilungarsi in assoli taglienti, ma il vero punto di forza dell’album nel suo insieme sta nella contrapposizione tra suggestive frazioni acustiche e divagazioni al limite del funeral doom (“Chrysalis Of Sorrow”). Queste incursioni sono valorizzate dal ricorso a un suono oscuro maggiormente vicino ai classici degli anni Novanta che non a formazioni quali Spectral Voice o Krypts (nelle quali sono gli influssi death doom a prevalere) e sono stemperate da inserti del tutto inaspettati, come il flauto di Teresa Wallace in “Screaming Headless”. Potrebbero apparire di mero contorno, ma di fatto sono ciò che permette a Through Wilderness di non risultare stantio o derivativo.