MIRROR OF DECEPTION, The Estuary

MIRROR OF DECEPTION, The Estuary
MIRROR OF DECEPTION, The Estuary

Capita di approcciarsi ad album che non ci si aspetterebbe, pensando di sapere già quali emozioni potranno suscitare in noi. The Estuary è uno di questi casi: i Mirror Of Deception non si discostano in modo significativo dalla matrice doom con venature prog che li ha contraddistinti a partire dal primo demo omonimo del 1993, ma è indubbio che qui il loro particolare approccio alla materia abbia trovato una dimensione ideale, non un solo brano che non si imprima in mente.

Si nota il ricorso a pattern ritmici (eseguiti dai nuovi entrati Hans Schwager al basso e Rainer Pflanz alla batteria) che rendono dinamica la struttura delle canzoni pur mantenendone intatta la forza espressiva, mentre le parti di chitarra dei due fondatori Jochen Fopp e Michael Siffermann hanno dal canto loro acquisito un retrogusto anni Settanta per nulla disprezzabile e, pur inserendosi perfettamente nella tradizione della Musica del Destino, le aggiungono elementi inediti cui si deve la riuscita di questo quinto album. Le linee vocali malinconiche di Michael, infine, assumono un ruolo centrale nell’economia del disco, senza apparire forzate e concedendo spazio alle fughe strumentali e ai cori, che di fatto sono una caratteristica della formazione tedesca.

La relativa inattività degli ultimi anni ha permesso ai Mirror Of Deception di concentrarsi sulla registrazione di uno dei migliori album usciti negli ultimi tempi. Commovente.