MAURIZIO CURADI, Phonorama

Maurizio Curadi è un chitarrista autodidatta già attivo come Steeplejack. Si confronta con una formula sonora che, pur essendo in una certa misura strutturata, include molteplici sfumature e sezioni di improvvisazione. Le composizioni intessute dalle sue corde e dagli oggetti che utilizza per produrre suoni diversificati da inserire nel contesto di Phonorama hanno in sé suggestioni neoclassiche e riferimenti alla tradizione eurasaiatica nel suo insieme, tanto da risultare inscindibili. Evoca musicisti come Leo Brouwer e John Fahey, ma anche il minimalismo ancestrale di Steve Reich e John Hassell, attraverso pezzi il cui sviluppo è quasi impercettibile nel suo essere caratterizzato da successioni di note che paiono essere portate via dal vento. Il ricorso a field recordings con cori di cicale (“Cicadas”) e spazzole di metallo (“Mercurio Orzo Settembre: Windmill Blues”) aggiunge elementi naturali a frammenti sonori concepiti per trasmettere una sensazione di unione con il creato. L’album – che è  suddiviso in due parti corrispondenti ai lati di un lp, con l’aggiunta di una terza facciata virtuale – diviene più impalpabile con l’avvicinarsi all’epilogo e si trasforma in un lascito di suoni e visioni al limite dell’onirico. Un abbraccio contemplativo.