MARE COGNITUM, An Extraconscious Lucidity

Mare Cognitum

I, Voidhanger Records rende disponibile il secondo album di Mare Cognitum, autoproduzione in precedenza diffusa con una tiratura limitata (raccogliendo consensi tra i seguaci di sonorità atmosferiche). Sin dalle note introduttive di “Collapse Into Essence” è percepibile un alone evocativo distante dai tipici canoni black metal, che conferisce al brano un sapore cosmico. In esso confluiscono diversi elementi, il cui incontro plasma un universo sonoro all’interno del quale non è possibile distinguerli. Il legame creatosi, infatti, è talmente profondo da non permettere di risalire alle radici di ciascuno di essi: frangenti tirati e fraseggi chitarristici ricchi di melodia s’intrecciano in una fitta trama sonora che solo di rado lascia intravedere i suoi possibili sviluppi. È come perdersi in una dimensione in cui sensazioni come rabbia e malinconia si sovrappongono e divengono una cosa sola. Da un punto di vista emozionale “Ergosphere” rappresenta un ritorno alla scena ancestrale degli anni Novanta e a una concezione mistica della musica estrema. Nelle parole di Jacob Buczarski: An Extraconscious Lucidity is a view into a decrepit corner of the cosmos, where universes are conceived as quickly as they are destroyed. In this cosmic womb we find sorrowful galaxies, self-aware and conscious. As this cosmic energy swirls and suffers, it is purified, and The Extraconscious Lucidity of the universe is wrought – an ultra-luminous presence of cosmic mind which connects all matter and surpasses all awareness that has come before it. This hollow actualization, in all its grandeur, can still do nothing to appease its own realization that it is, in itself, nothing. It is a journey into the ultimate void. Il vuoto è il medesimo che sentiamo dentro noi, che ci fa soffrire e che infine ha una valvola di sfogo proprio nel ritrovarsi tra i solchi di un lavoro magicamente intenso.