MALADY, Toinen Toista

Si era parlato dei Malady in occasione dell’emozionante album d’esordio e ritrovarli sulle pagine di The New Noise ha il sapore di un incontro tra vecchi amici che, seppure distanti, non si sono mai lasciati. Il loro primo album ha stanziato sul mio giradischi per talmente tanto tempo che il dover passare a Toinen Toista mi ha procurato seri momenti di incertezza. Già a partire dal brano di apertura, appare evidente che qualcosa è cambiato. Il suono risulta essere più radicato negli anni Settanta e le melodie intessute dai musicisti di Helsinki paiono legate al folk sofisticato di quegli anni. Laddove la loro formula era uniforme e i vari elementi sintetizzati all’interno di ogni singolo brano, qui c’è una maggiore differenziazione, dunque abbiamo il brano prog, quello folk, quello soft e infine la sensazione di dovere riascoltare tutto da capo. Rimane invariato il retrogusto fiabesco e d’altri tempi tipico delle loro canzoni, ma si modifica la modalità con cui viene plasmato. In questo caso la tecnica è sempre più al servizio della melodia e l’aggiunta di sezioni di flauto dona quel qualcosa in più difficile da descrivere a parole, eppure idoneo a rinfrancare il cuore. Come detto, l’album è diverso dal suo predecessore e fare un paragone sarebbe ingiusto, quindi ancora una volta si può solamente esortare il lettore a trasformarsi in ascoltatore.