MAGICK TOUCH, Blades, Chains, Whips & Fire

I Magick Touch provengono da Bergen (Norvegia) e sono un power trio vecchia maniera, di quelli all’interno dei quali non vi è una reale distinzione dei ruoli. Tutti e tre i musicisti sono anche compositori e vi sono due cantanti che si alternano, donando maggiore varietà a brani di matrice hard rock anni Ottanta con punte di aggressività heavy metal. La prima componente prevale più che altro a causa delle ritmiche e della presenza di cori d’ampio respiro, ma vi sono alcuni riff assimilabili alla NWOBHM e un afflato evocativo per nulla disprezzabile. La band riprende alcuni cliché di quel periodo e li assembla in maniera credibile, riversandoli in episodi che oggi non trovano molti termini di paragone, in quanto qui non vi è l’ossessione di apparire necessariamente legati agli stilemi dell’heavy metal classico, ma neppure l’ormai noiosa tendenza di ricorrere a suoni artificiosamente vintage. Blades, Chains, Whips & Fire è un album del 2018 e si sente, perché mostra una produzione limpida e alcune digressioni moderne (in particolare per quanto riguarda la chitarra) impensabili negli anni Ottanta. Ne viene fuori un buon compendio di ciò che questa musica rappresenta, senza particolari picchi ma senz’altro senza cadute di tono. Tenendo conto che si tratta del loro secondo album (il primo era Electrick Sorcery del 2016), ci sono ampi margini di miglioramento, ma la formula pare essere vincente.