LOTUS THIEF, Oresteia

LOTUS THIEF, Oresteia

Oresteia è il terzo album degli statunitensi Lotus Thief, le cui origini risalgono agli albori degli anni Dieci. Hanno già realizzato Rervm (2014) e Gramarye (2016), nei quali una formula improntata verso il black metal si tingeva di venature atmosferiche. Ora amplificate ricorrendo a linguaggi sonori tangenziali a certa ambient, si inseriscono in un contesto indubbiamente personale. In pratica, alcuni degli episodi qui inclusi risultano essere più estremi mentre altri profondamente delicati: la presenza di linee vocali femminili conferisce ad alcuni frangenti di “Libation Bearers” un retrogusto ai limiti della dark wave ma, date le origini estreme dei musicisti coinvolti, il brano si evolve assumendo una maggiore robustezza, se non altro per le soluzioni ritmiche adottate. Questa eterogeneità è percepibile in particolare durante i primi ascolti, ma tende a svanire nel tempo, perché gli elementi che ne fanno parte ricorrono lungo tutte le tracce e, pur emergendo in maniera evidente in passaggi isolati, sono sostanzialmente inscindibili. La veste grafica è stata curata da Irrwisch (www.irrwisch-artdesign.com) e ha in sé tanto la poetica malinconia esteriore di “The Furies”, quanto quella disperata necessità di lacerare il cuore dell’ascoltatore, come avviene quando riemergono dagli abissi inaspettati riferimenti alla fiamma nera. Sono centellinati, eppure funzionali alla comprensione di un album che altrimenti avrebbe rischiato di spingersi troppo oltre. Non sarebbe stato un peccato, ma è indubbio che la graduale evoluzione attuata sinora affascini senza apparire fuori luogo e permetta di restare in costante equilibrio. Se dovesse capitare di perderlo, non abbiate comunque paura.