Kink Gong e Faravelli il 15/9 a Marano Lagunare (UD) nell’ambito di Forma – Free Music Impulse

Cominciano gli appuntamenti con Forma.

Kink Gong

Dove:

Marano Lagunare
Riserva Naturale Valle Caval Novo

Programma:

ore 11, presso il Cason Didattica, proiezione del documentario “Small Path Music” di David Harris e conferenza di Laurent Jeanneau (Kink Gong);

ore 15, presso il Cason Didattica “The Texture Of The World”, incontro con Attila Faravelli;

ore 18:30, presso l’Osservatorio Panoramico,  performance prima di Attila Faravelli, poi di Kink Gong con Destruction Of Chinese Pop Songs

Chi volesse fermarsi a pranzo, può farlo alla Trattoria Oasi – Valle Canal-Novo, all’interno della riserva, prenotando allo 0431-67551.

Qui l’evento su Facebook

Kink Gong

Sotto il nome Kink Gong si possono trovare due differenti attività: la prima è quella dell’etnomusicologo autodidatta che ha registrato per quindici anni la musica delle minoranze del sud-est asiatico tra Vietnam, Laos, Cambogia, Thailandia e Cina meridionale, la seconda è la trasformazione, il collage e la ricomposizione delle registrazioni originali in nuove forme di sperimentazione sonora. In queste composizioni la tradizione e l’avanguardia di luoghi e tempi diversi si fondono senza soluzione di continuità. Nel corso della sua lunga carriera come etnomusicologo e viaggiatore, Laurent Janneau ha realizzato un immenso archivio in costante espansione che allo stato attuale conta più di 150 uscite in cd autoprodotte e svariate altre su etichette quali Sublime Frequencies, Discrepant e recentemente la nostrana ArteTetra. Le sue registrazioni sono state acquistate dai dipartimenti di etnomusicologia di varie università, tra le quali quelle di Washington e di Montreal, e da musei etnologici come il Quai Branly.

Laurent Jeanneau presenterà in questa occasione, al mattino, la proiezione di Small Path Music, film documentario di David Harris – commissionato dalla Sublime Frequencies di Alan Bishop – che raccoglie le testimonianze di lavori sul campo del musicista francese a contatto con le tradizioni musicali locali di minoranze etniche attualmente messe in pericolo dalla modernizzazione in Laos settentrionale e nelle zone di confine dello Yunnan.

Come Kink Gong presenterà, al tramonto, Destruction Of Chinese Pop Songs, dal suo ultimo lavoro Dian Long (Discrepant, 2018), che in cinese significa dragone elettrico e che porta come sottotitolo Soundscape China / Destruction of Chinese Pop Songs. Difatti questo lavoro è bipartito e, se da una parte vuole ritrarre il paesaggio contemporaneo della Cina con field recordings manipolati di varie situazioni, dall’altro, sempre seguendo questa visione della società, c’è la distruzione (e non quella decostruzione che è andata tanto di moda e che ha reso sterile e inflazionato questo termine) delle canzoni pop (e non popolari) cinesi.

Attila Faravelli

Attila Faravelli (1976) è sound artist e musicista elettro-acustico. La sua indagine esplora il suono in quanto fenomeno materiale – ma non oggettivo – fluido e relazionale. Nella sua pratica musicale e installativa indaga la relazione tra suono, spazio e corpo. I suoi lavori discografici in solo sono stati pubblicati da Senufo Editions e Die Schachtel. Ha inoltre pubblicato in duo con Andrea Belfi a nome Tumble su Die Schachtel, con Nicola Ratti per Boring Machines, su Presto!? insieme all’artista Nicola Martini e con Angelica Castello, Mario De Vega, Burkhard Stangl (SQID) su Mikroton Recording. Con Enrico Malatesta e Nicola Ratti ha dato vita al trio Tilde. Ha presentato il suo lavoro in Europa, USA, Cina e Sud Corea. Nel 2010 ha partecipato alla XII Biennale Internazionale di Architettura di Venezia. Nel 2012 è stato il curatore italiano per il progetto Sounds of Europe. Ha curato il suono per progetti di Armin Linke e Rossella Biscotti. Ha realizzato le musiche per lavori teatrali di Teatro Valdoca, Mariangela Gualtieri ed Orthographe. È fondatore e curatore di Aural Tools, una serie di multipli-oggetti sonori che documentano i processi stessi (sia materiali che concettuali) di produzione sonora da parte di musicisti selezionati.

“The Texture Of The World” workshop con Attila Faravelli

Durante l’incontro si discuterà la possibilità di usare i microfoni per ascoltare in realtà in modo diretto ed immediato. Registrare sul campo, in questo senso, è un modo per lasciare la propria zona di comfort ed immergersi in un accumulo di eventi (solo in parte sonori) entro cui il confine tra chi ascolta e cosa si ascolta risulta sfocato. Anzichè cercare di fisssare in una registrazione un cosiddetto ‘paesaggio sonoro’ – una sorta di cartolina statica catturata da un punto di osservazione esterno, verrà discussa la possibilità di considerare se stessi come parte di un flusso dinamico di avvenimenti ed entro di esso realizzare un proprio modo, in movimento e non discriminante, di percepirne la complessità.