KING WOMAN, Doubt

King-Woman

Kristina Esfandiari (Whirr, Miserable) infonde vita a King Woman per dare ascolto alla propria voce interiore: I started this project as a form of therapy for myself. I wanted to work through being raised in an oppressive religious environment. The theme is just the turbulent journey of de-converting from Christianity and finally coming out of the closet about it and being rejected by a lot of family members and friends because of it. Ne risulta un ep intenso, in cui ogni nota è scandita dal battito del cuore e dove nulla è lasciato al caso. Registrato da Patrick Hills (Tera Melos, 7 Seconds, So Stressed) presso Earth Tone (Sacramento) e prodotto dalla sua stessa ideatrice, è caratterizzato da una trama sonora essenziale, che sottende a carezzare l’ascoltatore travalicando la linea di confine che separa lo shoegaze degli Jesu e talune movenze atmosferiche degli Om. In esso aleggia una malinconia memore dei Low e vi è una ricerca melodica estremamente raffinata, che potrebbe fare apprezzare “King Of Swords” anche a chi non è solito frequentare territori elettrici. Il lavoro svolto da Joey Raygoza (batteria), Sky Madden (basso) e Colin Gallagher (chitarra) è descritto dalle parole di quest’ultimo (I was going through a lot of self-reflection. For me, the songs are about struggling to change things), dalle quali si evince la natura dell’approccio intimo alla musica da parte della formazione californiana. Le composizioni in Doubt si susseguono in modo lineare, plasmando tonalità pacate eppure in grado di stravolgere l’umore di chi si accosta alla traccia d’apertura “Wrong” e alla sconsolata “Candescent Soul”, lasciando la sensazione di avere ascoltato musica che proviene dal profondo di chi l’ha composta.